More

    Come finisce una guerra

    Le guerre e i principi morali e religiosi non si sono mai incrociati nemmeno per caso.

    I crociati tornavano carichi d’oro dai Papi che finanziavano vere guerre.

    I protestanti volevano interrompere il gioco di forze che rendeva inattaccabile un Re che godesse dell’appoggio del Papa.

    Inglesi francesi e spagnoli volevano le risorse naturali africane e l’oro degli aztechi.

    Quando chi vuole qualcosa la ottiene, una guerra può finire.

    Bandiere e principi servono solo a operare un cambio di congiunzione: uccidere e morire, diventa uccidere o morire.

    Un semplice cambio di congiunzione e milioni di sconosciuti si macellano senza una vera ragione che li riguardi in prima persona.


    L’acronimo del nome attribuito alla pace fra potenze nucleari è infatti MAD che in inglese significa folle.

    Il significato è = Mutual Assured Distruction =distruzione reciproca assicurata.

    La pace armata si basa su un principio semplice.

    Ogni potenza può piazzare i missili a una distanza tale che, in caso di attacco nucleare, il “nemico” abbia il tempo di distruggerla a sua volta prima di svanire in un puf.

    Kiev è distante da Mosca quanto Boston da Washington, evidentemente i russi hanno gradito l’idillio fra Ucraina e Nato, quanto gli americani potrebbero gradire i russi a Boston.

    Nel silenzio delle anime belle di tutto il mondo, nel 2014 l’Ucraina cadde sotto il pugno di ferro violento di un ex comico di mestiere dei locali malfamati di Kiev, benedetto dagli Stati Uniti.

    Fatto salvo il passaggio del gasdotto russo Nord-stream UNO, a filo della costa Ucraina, si tirò avanti senza fratture insanabili.

    Dal 2019, il  gasdotto Nord-stream DUE nacque per consolidare la fornitura di gas all’Europa a un prezzo con cui gli Stati Uniti non possono competere.

    L’attacco del governo ucraino al Donbass ha causato la guerra, perché ne ha compromesso il funzionamento.

    L’ONU ha ignorato l’esercizio di veto della Russia, ha cancellato in un puf la stretta di mano fra Gorbachov e Bush che sancì la neutralità dei paesi baltici “liberi” rispetto agli equilibri fra i giganti nucleari.

    Gli Stati Uniti, immancabilmente in guerra nel nome della pace, prendono tre piccioni con una fava.

    Scippano tutto il mercato europeo del gas alla Russia con un contratto da 50.000 tonnellate a un prezzo triplo rispetto al prezzo del gas russo.

    Rimpinguano le casse del loro paese sull’orlo del crollo finanziario.

    Danno all’Europa il disastro economico di cui ha bisogno per istituzionalizzare la sospensione dei diritti civili,  ma la mettono in scacco al medesimo tempo.

    L’America di Biden non è quella di John Kennedy: è grigia, torbida, pericolosa e senza scrupoli e i trattati europei  sono intrisi di porte girevoli fra politica e grande finanza.

    Hanno fuso in un ibrido pericolosissimo le radici naziste della grande industria del centro Europa con il capitalismo del partito unico cinese e la gabbia burocratica con cui azzera il potere di reazione della massa.

    Miscela ed esprime le proprie radici senza pietà, senza rimorso, senza intelligenza a lungo termine.

    Il punto in comune delle forze cosmopolite che oggi dominano il mondo è la psiche disturbata, la mitomania senza freni che controlla, attraverso la finanza, il destino del mondo.

    Se la guerra non ci sarà perché Putin ha salvato l’accesso al mare, Kiev ha resistito abbastanza da dare elementi per un nuovo inno al suo dittatore.

    Dall’altro lato, gli Stati Uniti hanno fatto soldi e aumentato il proprio controllo, l’Europa ha un nuovo strumento di impoverimento delle masse e di arricchimento di banchieri e grandi industriali.

    Il serpente per il momento è sazio.

    I cuccioli dei canili ucraini alla frontiera sono una distrazione mediatica per venderci meglio la verità che dobbiamo prendere per buona.

    Putin è cattivo, con il piccolo sacrificio della proroga di uno stato d’emergenza fino a nuovo ordine, la triplicazione dei prezzi dei beni di consumo, la sospensione dei diritti civili elementari e la scomparsa della proprietà privata a seguito della requisizione dei conti in banca, ce lo serviranno su un piatto d’argento a stelle e strisce, giusto in tempo per la nuova ondata covid prevista per Settembre.

    Claudia Maria Sini

     

          

    Articoli correlati