A.P.I.C.E. – addizionali comunali e regionali – ex inpdap

L’A.P.I.C.E. nella persona del suo presidente Giuseppe Bucceri a distanza di 4 anni ritorna alla carica scrivendo all’A.N.C.I. e alla Conferenza delle Regioni che ad oggi non hanno neppure avuto l’accortezza di rispondere.

Tra i molti problemi che affliggono la nostra categoria di pensionati, ve ne è uno particolarmente importante ed ingiusto.

I pensionati che vivono all’estero – ex inpdap (dipendenti della pubblica amministrazione) oltre ad essere costretti a continuare a pagare l’irpef in Italia (vedasi causa in corso presso la corte dei conti – studio legale Scafetta), devono anche versare le addizionali comunali e regionali, nonostante abbiano lasciato il belpaese magari anche da diversi anni e che, essendo iscritti aire, non usufruiscono più di alcun servizio.

Non pensate che ciò sia ingiusto ed anacronistico?

L’assurdo di questa situazione viene ulteriormente aggravata dal fatto che le addizionali non vengano pagate al comune di provenienza del pensionato, ed alla regione pertinente, bensì alla Regione Lazio e al Comune di Roma, con le aliquote più alte.

Questo si traduce in un depauperamento delle finanze comunali e regionali, ad esclusivo vantaggio del comune di Roma e Regione Lazio.

Se calcoliamo che i pensionati iscritti aire sono circa 500.000, potete fare due conti e stimare il danno.

Noi non vorremmo pagare le addizionali, ma non potendo evitarlo (stiamo valutando un ricorso con il nostro studio legale Scafetta di Roma) preferiremo pagarle ai Comuni ed alle Regioni di ultima residenza, prima dell’iscrizione AIRE.


Questo per evitare, altresì, la paradossale situazione odierna in cui il cittadino italiano che, magari non si è mai recato a Roma nemmeno per una vacanza in tutta la propria vita, debba invece contribuire con le proprie tasse locali come se vi vivesse.