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    Quando il gioco si fa duro, i poeti inizino a giocare

    I poeti e i grandi cambiamenti sono sempre andati molto d’accordo.

    Poche righe di Bertold Brecht esauriscono con leggerezza e eleganza tutto quanto c’è da dire su come ci sentiamo dentro, sulla nostra condizione di persone nel Gennaio 2022.

    “UN GIORNO QUANDO NE AVREMO IL TEMPO “

    Un giorno, quando ne avremo il tempo

    Penseremo i pensieri di tutti i pensatori di tutti i tempi

    Guarderemo tutti i quadri di tutti i maestri

    Rideremo con tutti i burloni


    Faremo la corte a tutte le donne

    ………   …Istruiremo tutti gli uomini.

    Basta parlare di Covid.

    Parliamo di speranza, del posto della speranza in questo presente strano in cui siamo stati catapultati con un OPS.

    In attesa di fare l’ultima, ma in realtà l’unica cosa necessaria per uscire dal loop, dare gli strumenti per capire e decidere a tutti gli uomini, procrastiniamo indefinitamente il momento di tornare a ridere, godere dell’arte, corteggiare possibili amanti o leggere i saggi veri con il cuore leggero.

    Il livello infimo delle persone che hanno voce in capitolo, la pochezza delle informazioni di cui disponiamo, ha creato una formula perversa di salvezza in “comode rate”, una salvezza da raggiungere con molti diversi livelli di ubbidienza e fiducia.

    Il canone di riferimento però non è un poeta, è un altro tipo di tedesco, uno di quelli con il camice bianco e il cuore nero.

    Curt Paul Richter, brillante studente di Harvard, portò a termine uno studio sul potere della speranza quando la salvezza è in gioco.

    In poche parole, un topo in un barattolo colmo d’acqua che capisce di non avere speranza, affoga subito.

    Un topo salvato all’ultimo minuto, asciugato e nutrito per poi essere rimesso nel barattolo per molte volte successive, sviluppa via via una convinzione più forte che, se sopporta abbastanza la condizione di inspiegabile crudeltà, alla fine verrà salvato.

    In questo modo i topi di Richter sopravvivevano ogni volta più a lungo quando li rimettevano nell’acqua.

    Questo alla fin fine è l’esperimento di ingegneria sociale in corso.

    La collaborazione per piccoli passi successivi con il carnefice come via di salvezza.

    E’ un esperimento scolastico, di semplicissima comprensione.

    Dose uno, dose  due, dose tre, fase uno, fase tre, poi di nuovo due, poi di nuovo tre….

    Però un giorno, quando istruiremo tutti gli uomini alla responsabilità e alla disubbidienza, quegli uomini  seguiranno un  filo rosso che porta dritto all’esperimento di Richter.

    Quella sarà il giorno in cui torneremo a ridere, corteggiare, leggere poesie, guardare quadri, ma non basta aspettare che quel giorno arrivi, prima, bisogna andare a prendere uno a uno gli psicopatici ubriachi di senso onnipotenza che usano topi o persone con la stessa indifferenza, e consegnarli senza nessuna pietà al destino che meritano.

    Pertanto, molto modestamente, chiamerei in gioco i poeti ribaltando la poesia di Brecht

    Un giorno, istruiremo tutti gli uomini.

    E allora avremo tempo per leggere tutti i libri, guardare tutti i quadri, ridere con tutti i burloni e corteggiare tutte le donne.

    Claudia Maria Sini

     

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