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    SPIGOLATURE NOVEMBRE: I Generoni

    Mark Rothko No.1 (Royal Red and Blue) – 2012

    Scrivono che sono spariti alla fine dell’800, che non sono sopravvissuti, tranne qualche famiglia che continua a essere benestante grazie ai suoi antenati.

    Giosuè Carducci li descriveva così : “… una borghesia di affittacamere, di coronari, di antiquari, che vende di tutto, coscienza, santità, erudizione, reliquie false di martiri, false reliquie di Scipioni, e donne vere; un ceto di monsignori e abati in mantelline di più colori, che anch’esso compra e vende e ride di tutto; un’aristocrazia di guardiaportoni”

    Generone è il nome con cui, nella Roma di fine Ottocento, si indicava un ceto di estrazione borghese e di condizioni facoltose, alieno a funzioni e responsabilità produttive assunte in prima persona (cioè sfruttavano persone e situazioni al momento).

    Dovevano la fortuna economica all’attività come grandi affittuari di latifondi (che a loro volta avevano in subappalto e poi subappaltavano).

    Garantivano i servizi finanziari e liquidità alle classi nobili o al clero e la tutela degli approvvigionamenti alimentari della capitale.


    L’intrinseca condizione economica d’intermediari, piuttosto che di produttori diretti di ricchezza, rendeva però il loro ceto sociale del tutto subordinato, sul piano politico e culturale, all’élite dalle classi sociali dominanti. La posizione intermedia tra popolo e élite rendeva poi il Generone detestato e odiato dalle classi sottoposte dunque finiva col ridurre la popolarità del governo tra la gente.

    Ammessi a partecipare a salotti aristocratici ne approfittavano per creare intrighi e truffe sociali..

    Nel primo dopoguerra quel ceto fu spazzato via, in modo definitivo, dai tumultuosi rivolgimenti socio-economici indotti dalla prima guerra mondiale.

    Ma… sono effettivamente spariti?

    O se ne stavano “quatti quatti” ad aspettare che ci si dimenticasse di loro per ritornare poi, anche volando basso, alla ribalta?

    Improvvisamente io li ho rivisti! …

    Specie in questi due anni di pandemia, li ho visti affaccendarsi, trastullarsi e trafficare, tra il potere, il popolo, l’emergenza sanitaria, la logistica, la protezione civile; insomma mettersi in mezzo per gestire speculando da, appunto, Generoni di secolare memoria.

    Andrea Maino

    Mark Rothko – No.1 (Royal Red and Blue) – 2012

     

     

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