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    SPIGOLATURE

    Matematica sociale

    Venere degli stracci
    Michelangelo Pistoletto – 1967

    Io credo che idee come certezza assoluta, verità assoluta, precisione assoluta, verità finale, etc, siano finzioni dell’immaginazione che non dovrebbero essere ammissibili in alcun campo.

    D’altra parte ogni affermazione probabilistica è giusta o sbagliata secondo il punto di vista della teoria su cui si basa.

    Credere nell’esistenza di una verità unica e credere di esserne il possessore sono le radici di tutto il male che c’è nel mondo.

    Così veniamo ogni giorno violentati da parole, credi, certezze che non lo sono, obblighi, etc. sulla base di varie “teorie” opinabili e vacillanti.

    Invece esiste una matematica sociale evidente e incontestabile, non incrinabile da qualsiasi opinione, che spiego.


    Immaginiamo due luoghi, due paesi che chiamiamo “A” e “B”.

    Nel paese A esiste ricchezza, ed esiste questo benessere perché gli abitanti applicano delle leggi che chiameremo “alfa” e “omega”.

    Nel paese B invece c’è povertà, e c’è questa povertà perché gli abitanti non applicano le leggi “alfa” e “omega” ma altre leggi restrittive che non permettono di creare l’effetto “volano” dell’evoluzione e del progresso.

    Naturalmente ora noi non giudicheremo chi ha ragione o torto, ma faremo solo una considerazione matematica.

    Se un’abitante del paese B va nel paese A perché desidera essere “coinvolto” nel suo benessere, deve necessariamente applicare le leggi che lo regolamentano, cioè le “alfa” e le “omega”, senza le quali questo benessere non esisterebbe.

    Quindi non si deve chiedere alle persone che emigrano solo di “convivere” con le leggi del paese A, ma bisogna fare in modo che esse siano “obbligate” ad applicarle (vera totale integrazione).

    Qualcuno dirà che non possiamo moralmente obbligare nessuno, ma se il paese A non impone quest’obbligo verrà inquinato dalla non applicazione delle leggi “alfa” e “omega” e cadrebbe nello status di povertà B e allora si dovrebbe parlare di invasione.

    Farò un esempio pratico.

    Esiste in Africa un luogo dove si può scavare per terra e trovare oro, ma per scavare in quel clima torrido bisogna essere praticamente nudi.

    Se qualcuno vuole quell’oro, deve necessariamente spogliarsi.

    Se non lo fa, scaverebbe a fatica, estrarrebbe poco oro, quindi dovrebbe farsi “assistere socialmente” dalla comunità per sopravvivere (togliendo parte della ricchezza prodotta dagli altri per continuare ad esistere) e oltretutto, occupando un posto nel terreno, toglie ad un’altra persona la possibilità di diventare ricco (come la miniera darebbe la possibilità di diventare) e alla società di quel luogo serve invece che tutti siano ricchi per avere ragione di esistere.

    Andrea Maino

    Venere degli stracci – Michelangelo Pistoletto – 1967

     

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