“I PGE (Presupuestos Generales del Estado) non danno alcuna risposta alla grave crisi che le Canarie vivranno nei prossimi cinque anni”

Il senatore regionale Clavijo  sottolinea che i conti del 2021 non prevedono misure a favore di settori come la ristorazione, il tempo libero o il turismo.

“Né rispettare i diritti delle Canarie, né fornire alle Canarie strumenti per superare una crisi economica che purtroppo durerà a lungo”.

Il senatore della Comunità autonoma delle Canarie, Fernando Clavijo, ha difeso in Senato il voto di CC-PNC sulla legge sul bilancio dello Stato per il 2021, avvertendo, ancora una volta, che non solo non rispettano i diritti canari consolidati nel REF e nello Statuto di autonomia, ma anche che “non hanno una risposta alla dura crisi che le Canarie stanno vivendo e che, purtroppo, continuerà per i prossimi cinque anni”.

Per Clavijo è “deplorevole” che i bilanci che dovrebbero fornire una risposta a una crisi economica senza precedenti, di cui non conosciamo ancora la portata, “siano stati elaborati in modo esplicito” senza la possibilità di incorporare, negoziare e discutere emendamenti.

In questo senso, al termine del suo intervento, il senatore canario ha espresso la sua “enorme preoccupazione” per la mancata approvazione degli emendamenti proposti dalla CC-PNC che avrebbero garantito la sopravvivenza economica dei settori produttivi delle Isole Canarie.


Così, ha fatto riferimento all’emendamento presentato per incorporare l’eccezione della banana delle Canarie nella fissazione dei prezzi minimi all’interno della legge sulla catena alimentare, un emendamento “che avrebbe garantito la sopravvivenza della banana delle Canarie” e che, ancora una volta, ha avuto il voto contrario dei senatori socialisti canari.

“Davvero”, continua Clavijo, “non riesco a capire perché ogni volta i senatori eletti alle Canarie votino contro la sopravvivenza di un settore che dà così tanto lavoro e che è così importante per la nostra economia e il nostro paesaggio come il platano”, soprattutto “quando si parla di 8.000 piccoli produttori di tutte le isole che vengono condannati senza alcuna spiegazione”.

Per il senatore nazionalista “dopo il voto di oggi, non vale la pena di scusarsi; hanno avuto diverse occasioni di votare a favore del platano canario e dei produttori delle Canarie e non l’hanno fatto nonostante il loro voto favorevole non sia stato pregiudizievole per nessun altro prodotto o territorio dello Stato”.

“Oggi – ha continuato il senatore – 8.000 produttori delle Canarie sono stati condannati a vivere nell’incertezza e a dipendere da Madrid per mantenere la promessa non datata che l’eccezione delle banane sarà incorporata nella legge”.

“Il popolo canario sa molto del mancato rispetto della promessa di Madrid, forse troppo per fidarsi, e il fatto che questo emendamento non sia stato approvato è la prova di intenzioni che dovrebbero allarmare tutti noi”.

Durante il suo intervento, Clavijo ha ricordato le violazioni di questa legge di bilancio che non contemplano nemmeno un Piano d’urto per il turismo canario, nonostante fosse stato promesso sia al Congresso che al Senato dall’esecutivo presieduto da Pedro Sánchez”.

Per il senatore nazionalista “è diventato chiaro che questa procedura espressa ha cercato solo di superare una procedura per avere un budget che permetta a Sanchez di rimanere a La Moncloa”.

Michele Zanin