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    Il Cielo stellato di Tenerife in dicembre

    Un saluto a tutti, stiamo per terminare questo anno 2020 non certo fortunato a seguito delle  vicende sanitarie, speriamo in maggior  fortuna per il nuovo anno, il 2021!

    Le note regole di distanziamento, il cielo terso delle Canarie e il clima mite durante tutto l’anno consentono di passare qualche ora all’aperto osservando le stelle, fonte di meraviglia sempre ed in chiunque, dall’astronomo esperto al novizio che osserva ad occhio nudo le prime volte.

    Anche se il neofita potrebbe pensare il contrario, nel cielo non regna il caos bensì l’ordine più rigoroso, una volta appresi i cosiddetti “sentieri stellati” è possibile riconoscere un gran numero di stelle, in questa operazione possono essere di grande aiuto alcune “app” gratuite per gli smartphone, come sempre segnalo Skeye e Skymap, ricordo, prima dell’uso, di rifasare la bussola del dispositivo in uso secondo le istruzioni a schermo.

    Nel cielo di dicembre di Tenerife, avvicinandoci al Natale possiamo osservare verso il cardinale Sud una delle più belle costellazioni esistenti, Orione con la sua cintura e fra le sue stelle Betelgeuse la gigante rossa grande centinaia di volte il nostro Sole.

    Orione si riconosce facilmente per la sua forma e siccome siamo italiani voglio descriverla come una caffettiera Bialetti, a lato sinistro di Orione più su verso la Polare, ossia verso il cardinale Nord, si osserva nella costellazione dell’Auriga la luminosa Capella e poi scendendo in una lunga ampia curva, di seguito, la costellazione dei Gemelli Castore e Polluce, Procione del Cane Minore e bassa sul mare la luminosissima Sirio del Cane Maggiore, di una intensa, suggestiva luce blu.

    Sopra Orione verso destra possiamo notare la costellazione del Toro con la stella magnifica di nome Aldebaran detta  l’occhio del Toro, spostiamoci ancora un poco più a destra ed osserviamo un finissimo gruppo di stelle appena visibile ad occhio nudo chiamato Le Pleiadi e scherzosamente dette il “piccolo carro” dell’astronomo dilettante perché a volte è stato erroneamente scambiato per quella costellazione.

    Lascio ai vostri fidati smartphone di guidarvi in altre interessanti scoperte e ora vi indico i pianeti presenti nel nostro orizzonte canario.


    I pianeti si riconoscono per due motivi, la loro luce non è tremula o vibrante come quella delle stelle ma fissa in virtù del fatto che essa giunge a noi da distanze piccolissime se paragonate a quella dalle quali giunge la luce stellare ed inoltre, conoscendo le varie costellazioni, si riconoscono i pianeti perché essi non hanno nulla a che fare con la costellazione che fa loro da sfondo, proprio per questo motivo furono chiamati astri erranti.

    Nel cielo di Natale potremo notare verso le ore 20 della sera Giove e Saturno verso Ovest quindi nei pressi di La Gomera per chi osserva dalla zona Sud di Tenerife da Los Cristianos fino quasi alla punta del faro di Teno.

    Ormai prossimi al tramonto, i due pianeti si avvicineranno sempre più fra loro fino ad essere in CONGIUNZIONE  il 21 dicembre. 

    Verso Sud, ben alto nel cielo sarà visibile il pianeta Rosso, Marte.

    A Natale, la Luna sarà a Sud verso le ore 22.30 molto alta nel cielo perché essa segue il Sole sull’eclittica distanziata di 180°, in inverno abbiamo Sole basso nel cielo durante il giorno quindi Luna alta nel cielo la notte.

    D’estate al contrario, abbiamo Sole alto nel cielo quindi Luna bassa e chiari di Luna più romantici la notte.

    La Luna piena di dicembre si avrà il 30 del mese ma per Natale avremo la Luna all’81% della sua pienezza e di sicuro effetto scenografico.

    Buona osservazione a tutti.

    P.S. La misura delle distanze è una convenzione, tutti noi tranne i marinai siamo cresciuti pensando al sistema metrico decimale e alla sua comoda divisibilità per dieci per creare multipli e sottomultipli del metro campione. Ebbene, in astronomia le distanze sono angolari e quando si parla di altezza di un astro si intende il suo angolo di elevazione misurato sull’orizzonte del mare.

    In mare, le distanze si misurano in miglia marine.

    Un miglio marino vale 1852 metri.

    Desidero raccontare il motivo di questa scelta assolutamente geniale.

    Un miglio marino equivale ad un primo di grado sull’Equatore Terrestre o su ogni Cerchio Massimo.

    La circonferenza terrestre essendo pari a 360° ossia a 360 x 60  diviene pari a 21.600 miglia marine.

    Un miglio pari a un primo di grado sessagesimale ha costituito un enorme vantaggio nei calcoli durante le osservazioni eseguite al sestante marino soprattutto un tempo quando non esistevano gli inestimabili dispositivi elettronici per eseguire i calcoli di posizione.

    Misurando quindi l’altezza di un astro conosciuto, all’Ovest esatto del naviglio e trovando ad esempio la sua altezza angolare pari ad esempio a 60° gradi, posso immediatamente conoscere la mia longitudine essendo pari a (90° -60°)= 30° verso Est.

    30° x 60 = 1800 miglia ad Est del punto subastrale dell’astro, noto perché tabulato dalle Effemeridi Nautiche, inestimabile librone ancor oggi a bordo di tutte le navi.

    Ecco spiegato il motivo del valore del miglio marino e del suo uso estremamente comodo quando eseguire i calcoli non era veloce come lo è oggi.

    Queste ultime righe sono scritte per raccontare come la storia del perfezionamento degli strumenti astronomici di navigazione sia stata spesso lunga e difficile, costellata da pochi geniali inventori, come nel caso del sestante, un magnifico mix tra telescopio e teodolite, messo a punto da Sir Isaac Newton e da Hadley e Godfrey.

    Viaggi, esplorazioni, astronomia e scienza navale sono sempre stati strettamente connessi in quanto gli astronomi “aiutavano” spesso i navigatori nel mettere a punto strumenti per “fare il punto nave” e non perdersi nell’immensità dell’oceano mare.

    Le isole Canarie o “Isole Fortunate” furono scoperte dal Genovese Lanzerotto Malocello, (o anche Lancellotto Malocello) da lui prende il nome l’isola di Lanzarote.

    Egli giunse nell’arcipelago nel 1312  e rimase alle “Isole Fortunate” per circa 20 anni.

    Lanzarotto Malocello  pur essendo stato tra i primi Europei a giungere alle Isole Canarie  non le conquistò come invece fece Jean de Bethencourt anni dopo.

    Rivelando queste curiosità, credo gli Italiani presenti a Tenerife possano aver motivi di orgoglio in quanto il primo a metter piede in arcipelago dopo i Guanci, i nativi, qui residenti da tempo immemorabile fu un Genovese, motivo questo per rispettare e amare ancor più queste meravigliose isole a ragione chiamate nei secoli “Isole Fortunate”.

    Un saluto a tutti

    Rodolfo “Rudy” Piralla

     

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