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    SPIGOLATURE NOVEMBRE

    Araba Fenice (Phoenix) da una miniatura medioevale

    Rassegnazione

    Sul vocabolario Treccani il sostantivo “Rassegnazione” è spiegato come l’accettare (o si è già accettato), imposizioni, gravi rinunce o danni senza reagire, ribellarsi o protestare.

    Addirittura una predisposizione considerata virtuosa.

    Un po’ come quando leggiamo i cartelli stradali “Caduta Massi”.

    Cioè, chi governa, invece di provvedere mettendo delle reti di contenimento alla roccia o curare il territorio e le foreste o altro, risolvono mettendo un cartello: “Attenzione Caduta Massi” così il problema rimane nostro ed è un problema che chiaramente non sapremmo come risolvere, se non facendo un’inversione per ritornare a casa, oppure ci rassegniamo e proseguiamo.

    O ancora quando non sanno risolvere il problema di un traffico intenso, scordiamoci che lo regolino con i vigili, o costruiscano rotonde o semafori un minimo intelligenti, o creino altre corsie …

    Loro risolvono la cosa mettendo un bel cartello giallo, con disegnate le sagome di decine di auto in fila e con scritto: “Strada con Traffico Difficoltoso”! Grazie!

    E allora cosa possiamo fare?


    Parcheggiamo e andiamo a piedi?

    No! Ci rassegniamo e aspettiamo in coda!

    Voglio dire che chi gestisce una nazione e le sue quotidianità non ha soluzioni, non sa cioè creare delle soluzioni; si limita a scrivere “Attento”!

    Il mondo, il nostro pensiero costruttivo, sta andando a remengo, in rovina, in malora!

    Lo capisci anche dal fatto che negli anni ’70, sui manuali di uso e manutenzione delle auto ti spiegavano, con disegnini chiari, la procedura per regolare le valvole, o come cambiare una candela!

    Mentre oggi scrivono sul libretto che è sconsigliato bere il liquido della batteria!

    Forse oggi solo l’Ikea stimola la nostra inventiva e capacità di capire.

    Dovremmo allora, per essere sempre vitali, consapevoli di esistere con un’intelligenza e capacità di discernere e agire, (re)imparare a fare il falegname, l’elettricista, il meccanico, il calzolaio, o altri mestieri manuali in cui serva perspicacia e ingegno così da avere la mente allenata ad una sorta di autarchia e non vivere con rassegnazione, come zombi, l’incapacità di certi.

    Andrea Maino

    Araba Fenice (Phoenix) da una miniatura medioevale.

     

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