LA SPERIMENTAZIONE DEL 5G  PENSA IN GRANDE E ESCE DAI LABORATORI.

Steinbeck, autore del romanzo “Uomini e topi”, masterpiece della letteratura della diseguaglianza, vinse il premio Nobel.

Negli anni ’60 lui e gli altri scrittori della generazione perduta si guadagnarono un podio inattaccabile: avevano ragione loro.

Le ultime nuove sulla sperimentazione di vaccini e antenne ritraggono una umanità dalla memoria molto molto corta.

La sperimentazione in genere ha tre fasi: in vitro, sui topi, su esseri umani volontari.

Visti gli enormi tagli ai fondi per la ricerca qualcuno ha visto bene di saltare le prime due e passare alla terza: sperimentare sulle persone e valutare le perdite necessarie come si fa in guerra.


Il Fatto quotidiano, il 4 aprile 2019, pubblica un’intervista al ministro belga Celine Fremault che vieta la sperimentazione del G5 in Belgio perché  “i cittadini non sono cavie”.

L’Italia invece, trasforma in legge sul territorio nazionale una direttiva europea del 2016.

Una direttiva europea è una decisione presa a tavolino da NOVE  funzionari non eletti democraticamente, il decreto legge con cui ci viene imposta paro paro, è una legge che per motivi di necessità o urgenza non passa il filtro del Parlamento, diventa obbligo munito di sanzione, scavalcando le strutture interne della democrazia.

Non ci stupiamo quindi se il contenuto della legge è bruttino.

Di fatto demanda a chi vuole installare un antenna 5… 6… 700… G,  l’onere di valutare se è pericolosa.

COSA VUOL DIRE?

Vuol dire che non c’è un controllo a monte di un’autorità che prima ne garantisca l’innocuità poi si prenda la responsabilità dei danni alle persone e all’ecosistema che può causare.

In pratica, la legge slega le mani a produttori e venditori, alleggerendoli nel contempo dal dovere di pagare le conseguenze potenzialmente dannose.

Quali sono le conseguenza potenziali del 5G?

Secondo gli studi indipendenti riduce le capacità cognitive e causa tumori, interagisce con specie animali e ecosistemi con un livello di pericolo alto.

Secondo i membri della Commissione Europea (i nove funzionari cui si accennava a inizio articolo) e della Commissione di Controllo dagli stessi nominata, non è così, ma ce lo dicono in una formula davvero originale: dovrà essere verificato in modo inequivocabile se vi siano ragioni di credere che possa essere così.

Da far impallidire Azzecca Garbugli.

Chi sono i membri della Commissione di controllo?

Non è tanto questo che ci interessa, quanto il fatto che hanno svolto le ricerche grazie al finanziamento di giganti del settore delle telecomunicazioni, che sono poi i produttori/venditori delle antenne stesse, la cui innocenza era il presupposto della ricerca, non l’oggetto di una indagine imparziale.

C’è qualche speranza che decidiamo di perdere una stagione di master chef e usare il tempo per costruirci quel poco di informazione necessaria per non passare da uomini a topi senza battere ciglio?

ClaudiMaria Sini