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    La Laguna de Barlovento, vuota in pieno inverno

    La Laguna de Barlovento, vuota in pieno inverno, simbolo della siccità di La Palma

    Quella che fino alla sua rottura nel 2011 era la più grande infrastruttura idraulica delle Canarie, è diventata un altro indicatore della situazione di emergenza dell’isola.

    La Laguna di Barlovento, una delle più grandi infrastrutture idrauliche delle Canarie, è vuota.

    I circa 1,7 milioni di metri cubi di capacità di accumulo dell’acqua di irrigazione di questo grande serbatoio appartengono al passato.

    Gli ultimi dati del Consejo Insular del Agua, aggiornati per l’ultima volta nell’agosto 2019, al culmine della stagione estiva e dopo un’estate normale dal punto di vista meteorologico, senza precipitazioni, riflettevano un riempimento del serbatoio del 23%.

    Ora, per le scarse precipitazioni anche nel nord dell’isola, il serbatoio è vuoto.

    Questa situazione, ora sorprendente, non sarà più aneddotica in futuro.


    Questa è l’impressione di una grande rappresentanza delle maggiori organizzazioni agricole de La Palma.

    Gli agricoltori sono sempre più consapevoli che l’economia dell’isola, il cui 67% del PIL (Prodotto Interno Lordo) proviene dal settore primario, sta affrontando nuove sfide per portare l’acqua nelle campagne, ed esprimono un certo scetticismo sui risultati dell’investimento pubblico di circa 6 milioni di euro, per riaprire pozzi privati per iniettare acqua nel sistema di irrigazione.

    La Laguna di Barlovento, sulla cui superficie cresce l’erba, è vuota a causa della preoccupante scarsità di precipitazioni, che non permette all’acqua di raggiungerla attraverso la rete di canali della regione.

    Le colture più sensibili alla mancanza di pioggia sono le banane, gli avocado e gli agrumi, ma la siccità ha conseguenze dirette sulla raccolta delle patate, sui vigneti, sui mandorli e sull’apicoltura.

    Per ovviare alla mancanza di piogge, il Consiglio dell’isola vuole portare l’acqua nel bacino di Sopravento.

    Il trasferimento alla diga è pensato per fronteggiare la domanda di irrigazione nella Valle de Aridane durante l’estate, mentre il Cabildo sta valutando un investimento per la riapertura dei pozzi.

    Sono stati avviati contatti con le comunità per informarle dell’intenzione di portare acqua nella Laguna di Barlovento.

    Una misura che si rende necessaria per ovviare alle scarse prospettive di pioggia e al 38% di acqua disponibile, in pieno inverno, nel sistema di bacini idrici che punteggiano la geografia dell’isola.

    A questa situazione ha fatto riferimento il ministro dell’Acqua del Cabildo di La Palma, Carlos Cabrera, che ha annunciato che si farà tutto il possibile e con tutti i mezzi per fornire acqua al bacino di Barlovento.

    I dati ufficiali indicano che c’è ancora un residuo del 5% della sua capacità totale.

    Il riempimento di questo bacino, che è stato uno dei riferimenti delle infrastrutture idrauliche delle Canarie, è l’unico meccanismo per portare l’acqua per l’irrigazione nella regione della Valle de Aridane.

    La zona, dove si trova la maggior parte delle piantagioni di banane, è la più colpita da un inverno caratterizzato da condizioni climatiche tipiche della stagione estiva, con temperature record superiori ai 25 gradi.

    Il suo sistema di irrigazione dovrebbe evolvere verso l’installazione di sistemi a goccia, che sono i più adatti a questo tipo di agricoltura intensiva, e permetterebbero una maggiore razionalizzazione del consumo di acqua.

    Cabrera ha ribadito l’impegno nel riempire il bacino di Barlovento, attraverso una linea d’azione che nei prossimi giorni verrà trasmessa al Consiglio.

    Verrà esplicitato il calendario delle azioni da intraprendere subito e quelle programmate per l’estate con il contributo dell’acqua dei pozzi.

    I pozzi a cui pensa il Consiglio Insulare dell’Acqua, ammontano ad un totale di quattro, ubicati in proprietà private.

    Lo sfruttamento richiederà, quindi, un potente esborso economico nel quadro di accordi che si delineano più come investimenti che come sovvenzioni dirette ai proprietari privati.

    I pozzi, peraltro, si trovano nella regione nord-ovest, il che costringe a studiare i meccanismi praticabili per iniettare acqua nel sistema di quasi 1.300 condotte idriche e offrirla alla regione della Valle.

    L’estate del 2020 sarà la più preoccupante per il settore agricolo dell’isola, in particolare per le coltivazioni alimentate a pioggia come il mandorlo, in particolare quelli del comune di Puntagorda, la cui unica speranza è l’attivazione del pozzo di Izcagua, attualmente è di proprietà del comune.

    Il sindaco di Puntagorda, Vicente Rodriguez, riconosce che il momento è di estrema difficoltà per una coltura come la mandorla, che non ha un sistema di irrigazione.

    Per questo motivo, Rodriguez ritiene che, oltre all’irrigazione attraverso il pozzo di Izcagua, bisognerà presto prendere in considerazione l’installazione di un sistema di irrigazione per il mandorlo.

    Cristiano Collina

     

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