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    Le Canarie chiedono allo Stato di trasferire gli immigrati nella penisola e in Europa

    Il Presidente Ángel Víctor Torres e il ministro Julio Pérez hanno esposto la tabella di marcia durante il vertice sulle migrazioni con il ministro Fernando Grande-Marlaska in Parlamento.

    Il Governo regionale sa che la maggior parte della gente che arriva sulle isole su piccole imbarcazioni non viene per rimanervi.

    Inoltre, ha espresso la volontà che le Isole Canarie non diventino come le isole greche dove sarebbero trattenuti circa 42.000 migranti.

    Per questo Torres ha chiesto allo Stato di riattivare i trasferimenti verso la Penisola e l’Europa.

    Il tema è stato sul tavolo del vertice sulle migrazioni a cui ha partecipato il Ministro degli Interni, Fernando Grande Marlaska, e rappresentanti del Governo delle Canarie, dei consigli comunali e delle ONG che si occupano dell’accoglienza e dell’assistenza ai migranti, come il CEAR e la Croce Rossa. Il presidente, Ángel Víctor Torres, ha sostenuto la questione dei salvacondotti per i migranti che non vengono rimpatriati – perché sono richiedenti asilo o perché non c’è un accordo che lo permetta – e ha chiesto che ne venga facilitato il transito verso il continente europeo.

    Torres ha dovuto affrontare le critiche di María Australia Navarro (PP), che lo ha accusato di non essere all’altezza di risolvere questa crisi.

    E’ stata poi la volta del Ministro della Pubblica Amministrazione, della Giustizia e della Sicurezza, Julio Pérez, che si è presentato a parlare su richiesta del CC, il cui portavoce, Socorro Beato, ha ricordato alcuni dati che riflettono la gravità della questione, come la crescita del 107% del numero di immigrati nel 2019.


    Nel primo mese del 2020 il numero si è moltiplicato per 18, passando dai 40 migranti dell’anno scorso ai circa 700 di quest’anno, dati che confermano la riattivazione della rotta atlantica.

    Il Governo delle Canarie ha bisogno, con l’aiuto della Spagna, che l’UE articoli una politica migratoria comune che distribuisca i migranti all’interno del territorio comunitario, e non faccia delle Isole Canarie, come di quelle greche, grandi centri di detenzione per persone desiderose di spostarsi in un altro continente.

    Secondo il consigliere si tratta di una questione irrisolvibile perché la gente emigra da sempre, e che se non lo fa verso la penisola, perché la via è chiusa, lo farà verso le Canarie.

    Il portavoce della Agrupación Socialista Gomera, Jesús Chinea ha ricordato che l’Africa, con i suoi conflitti, con la sua eredità coloniale, con la sua immensa e giovane popolazione, avrà entro il 2050 il doppio degli abitanti rispetto ad ora.

    Secondo Beato, il Governo regionale non esercita la leadership nella risposta alla situazione migratoria e il vertice arriva in ritardo rispetto agli avvenimenti.

    Ha anche affermato che le dichiarazioni di Marlaska, il quale ha riconosciuto che l’emigrazione è in aumento nelle Isole, ma in calo in tutta la Spagna, riflettono ciò che le Isole Canarie significano per il Governo spagnolo.

    Ha completato la sua critica al Governo regionale accusando l’assessore di divagare, per aver utilizzato nei suoi discorsi riferimenti geopolitici internazionali, e di mentire sul Sistema di Sorveglianza Estero (SIVE), che viene utilizzato per controllare l’arrivo e il salvataggio delle imbarcazioni, dal momento che ha un radar a Lanzarote non ancora attivato.

    Il consigliere, che ha già accumulato diversi duelli dialettici con Socorro Beato e Astrid Pérez, ha raccomandato una visita al SIVE, con sede a Gran Canaria, affinché possano vedere come funziona e ha risposto che l’attuale governo canario sta ricostruendo il sistema di accoglienza da essi smantellato e mal pensato, dal momento che avevano chiesto di installare il radar di SIVE in un’area naturale protetta.

    Durante l’intervento del consigliere sono stati citati anche i controversi voli di rimpatrio verso la Mauritania, che hanno trasportato anche i migranti maliani, poi trasferiti nel loro paese, nonostante si tratti di una zona di conflitto.

    Diverse ONG, come il CEAR e il Servizio Gesuuita dei Migranti (SJM), hanno criticato questi viaggi di rimpatrio, considerandoli un ritorno indiretto nei paesi di origine.

    Marlaska li ha difesi affermando che sono frutto di un accordo del 2003 con la Mauritania, ma Nueva Canarias, li ha duramente criticati anche se sono legali.

    Franco Leonardi

     

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