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    Il Dipartimento della Salute ordina la chiusura degli alberghi prima del 26 marzo

    Le Comunità Autonome saranno responsabili dell’adozione delle misure necessarie per conformarsi a questa nuova disposizione, che si combina con la chiusura di locali non considerati essenziali, come caffè, bar, cinema, discoteche o sale da concerto.

    Lo scorso giovedì il governo ha concordato la chiusura di tutti gli alberghi e le strutture ricettive simili entro una settimana, a complemento delle misure attuate per cercare di contenere l’espansione del nuovo coronavirus.

    Il Ministero della Salute ha pubblicato in ritardo questo giovedì questa regola in un Bollettino ufficiale straordinario dello Stato (BOE) come parte della dichiarazione dello stato di allarme per l’impatto di COVID-19.

    La norma, che entrerà in vigore questo giovedì, stabilisce questa misura preventiva per tutti gli alberghi e alloggi simili, alloggi turistici e altri alloggi per brevi soggiorni, campeggi, parcheggi per roulotte e altre strutture simili, situati in qualsiasi punto del territorio nazionale.

    L’Esecutivo stabilisce la chiusura di tutti questi tipi di esercizi a partire dal momento in cui ciascuno di essi “non ha clienti da servire e, in ogni caso, entro un massimo di sette giorni di calendario” dall’entrata in vigore della regola questo giovedì.

    “Eccezionalmente, è consentito fornire servizi di sorveglianza, sicurezza e manutenzione in questi stabilimenti”, afferma la regola.

    Per le strutture ricettive turistiche di lunga permanenza e stagionali, chiarisce che sarà consentito aprire al pubblico per coloro che ospitano i clienti “che, al momento della dichiarazione dello stato di allarme – sabato scorso – sono alloggiati “a larga temporada” e stagionale, a condizione che i loro occupanti abbiano le infrastrutture nei propri spazi abitativi”.


    In questo caso, specifica che non potranno ammettere nuovi clienti fino a nuovo avviso.

    “La concentrazione di persone nelle strutture ricettive turistiche, che devono condividere alcuni spazi comuni, implica un aumento del rischio di infezione, quindi data la situazione di limitata mobilità delle persone è necessario per garantire il contenimento della pandemia, procedere a sospendere l’apertura di questi stabilimenti al pubblico”.

    dalla Redazione

     

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