Si prevede la costruzione di un complesso alberghiero di quasi 3.000 posti letto.

Il Presidente del Consiglio di Amministrazione di Playa de Arico SA, Alessandro Cortesi, ha presentato nei giorni scorsi il complesso turistico che intende realizzare ad Arico, tra Punta de Abona e Abades, che sarà il più importante progetto di turismo ecosostenibile in Europa.

Spiega Alessandro Cortesi che il piano originario, ideato dal nonno tra gli anni Ottanta e Novanta, è cambiato radicalmente ed è oggi un progetto innovativo per un turismo responsabile ed ecosostenibile.

Si tratta della rigenerazione ambientale e paesaggistica di un territorio abbandonato, la cui riattivazione viene offerta attraverso la costruzione di un complesso turistico.

Questa iniziativa, promossa dalla società Playa de Arico, S. A., porterà non solo alla nascita di un complesso alberghiero energeticamente autosufficiente, ma anche alla rigenerazione di tutta la costa di Punta de Abona.


L’area è una delle zone più degradate dell’isola, soprattutto nella parte del faro e del lebbrosario, e il progetto prevede la conservazione e il recupero delle popolazioni di fauna e flora autoctone e la costruzione del cosiddetto “Espacio Punta Abona, Parque ambiental de Abona”, per l’arte, la cultura, la natura e il turismo.

Per la costruzione dei quattro alberghi che compongono il resort, infatti, si è tenuto conto soprattutto del rispetto della costa, per cui gli edifici saranno collocati all’interno, in prossimità dell’autostrada TF-1.

Si è scelto di dare un’adeguata risposta architettonica all’orografia del sito e al suo sistema di colline e forre, in modo che le costruzioni siano in linea con il paesaggio proposto.

Gli alberghi saranno situati in depressioni del terreno, generate sia naturalmente che per le manovre militari, quindi saranno appena percettibili e saranno integrati nel paesaggio se visti dall’autostrada.

Questo fatto, insieme all’utilizzo di energie rinnovabili in tutto il complesso, fa di questo hotel la più moderna e sostenibile struttura ricettiva turistica adattata al territorio di tutta le Canarie, della Spagna e dell’Europa.

Inoltre, sarà realizzato anche un parco ambientale, che consentirà la rigenerazione dell’intera costa di Punta de Abona, nonché il recupero di popolazioni di fauna e flora autoctone, come la tabaiba, la cui superficie sarà aumentata del 23%.

Cortesi ha spiegato che l’area prevista per il progetto è di 1,7 milioni di metri quadrati, il che significa che l’hotel occuperà solo il 17% della superficie totale.

I restanti 1,3 milioni di metri quadrati saranno suddivisi in una passeggiata costiera di 400.000 metri quadrati, un’area per la riqualificazione ambientale (560.000), piazze e parchi pubblici (50.000) e varie infrastrutture per attività alberghiere e ricreative.

Il complesso turistico di Punta de Abona utilizzerà diverse energie rinnovabili: eolica, solare, idraulica, geotermica, mareomotrice e aerotermica, abbinate a sistemi di gestione e controllo, che garantiranno tassi di autoconsumo compresi tra il 70 e il 90%.

Utilizzerà anche sistemi all’avanguardia per la generazione di energia, che partendo dal fotovoltaico vanno a creare quello che viene chiamato Building Integrated Photovoltaics (BIPV), ovvero l’utilizzo di moduli fotovoltaici che fanno letteralmente parte della struttura di un edificio, sostituendo i sistemi di costruzione convenzionali.

L’imprenditore italiano ha annunciato che questo sarà il primo complesso alberghiero al mondo ad ottenere la certificazione platino, il più alto rating energetico al mondo.

Punta de Abona rappresenta per questa clientela un nuovo paradigma, che non compete con l’offerta attuale delle Isole Canarie e che si basa sulla sostenibilità, sull’autoconsumo di energia e sul minimo impatto ambientale.

Come parte inscindibile del progetto, sarà sviluppato un ambizioso piano di rigenerazione ambientale e paesaggistica per uno dei terreni più maltrattati di Tenerife, dove sono stati effettuati tutti i tipi di uso, dalle manovre militari alle attività aggressive per l’ambiente come il motocross, il campeggio, il paintball, l’estrazione di materiali e lo scarico di detriti. 

Lo sviluppo dei tre habitat di interesse comunitario verrebbe direttamente o indirettamente alterato e si verificherebbe la perdita totale dell’unica enclave del comune della macchia bianca di salnitro, nonché la riduzione di 10 ettari della tabaiba dolce e di 363 metri quadrati di roccia alofila della fascia costiera.

Punta de Abona rappresenta un nuovo modello di rapporto tra tempo libero e territorio, per cui il complesso non avrà un campo da golf o qualsiasi altra struttura che sia considerata aggressiva per l’ambiente naturale.

Il progetto di Punta de Abona ha un valore di oltre 300 milioni di euro, prevede un periodo di esecuzione di tre anni e la creazione di 1.550 posti di lavoro diretti.

E’ stato calcolato che gli effetti di Punta de Abona sulle entrate pubbliche rappresenteranno, dopo dieci anni, quattro milioni di euro per l’erario locale di Arico, 10,8 milioni per l’erario regionale, 16 milioni per l’erario statale e 13,4 milioni per la previdenza sociale.

Il progetto di Punta de Abona rappresenta quindi un chiaro impegno nei confronti della comunità locale, sia in termini di occupazione diretta che di sostegno alle strutture agricole, zootecniche e di pesca locali.

Il piano di Punta de Abona è gestito dall’entità Playa de Arico, S. A. attraverso un Consiglio di Amministrazione in cui la famiglia Giacomini detiene la maggioranza.

Il 6 ottobre 2015, il fondatore, Alberto Giacomini, è morto senza vedere realizzato il proprio sogno.

I nipoti, riuniti nella Playa de Arico, S. A., hanno deciso di riprendere questa entusiasmante idea e di sviluppare in suo onore il resort e lo Spazio per l’arte, la cultura, la natura e il turismo di Punta de Abona.

L’azienda Giacomini il cui fatturato supera i 170 milioni di euro è leader mondiale nelle principali soluzioni innovative legate all’acqua. Si occupa di riscaldamento e condizionamento, distribuzione e misurazione, avendo come priorità il comfort per le persone e il rispetto per l’ambiente.

Lo studio è collegato a spettacolari e innovativi edifici per uffici in Canada, nella moderna City di Londra e negli Emirati Arabi Uniti, lo Stadio Olimpico di Baku (Azerbaigian), complessi alberghieri come l’Hilton (Georgia) e altri in Italia, Oman e Perù, oltre a rinomate istituzioni come la Fondazione Claude Monet e il Museo dell’Aeronautica Militare Italiana.

Playa de Arico, S. A. ha affidato il coordinamento del progetto allo studio Palerm-Tabares de Nava Arquitectos, che ha organizzato a tal fine un team di professionisti di diverse discipline, i quali hanno contribuito con le loro conoscenze ed esperienze, alla realizzazione del complesso.

Franco Leonardi