Barcellona\ aise\ – Stanno pervenendo in questi giorni da parte della Presidenza del Consiglio dei Ministri le risposte alle richieste di contributi inoltrate nel 2019 da parte dei giornali italiani editi in Spagna.

Nel 2018 ci fu un primo attacco da parte dell’allora Sottosegretario all’Editoria Vito Crimi (M5S) ai contributi stampa italiana all’estero, azione poi rientrata grazie al grande moto di protesta che si era immediatamente manifestato nella quasi totalità dei paesi esteri dove ben sei milioni di italiani iscritti all’AIRE possono leggere le notizie in italiano legate sia attualità locale che nazionale.

La quasi totalità della Stampa italiana all’estero viene distribuita in forma assolutamente gratuita ed ogni associazione presente sul territorio ha sempre avuto modo di far conoscere le proprie attività alle comunità italiane anche e soprattutto attraverso le testate italiane stampate oltre confine.

I Com.It.Es hanno controllato negli anni che la distribuzione di quanto stampato sia effettivamente capillare ed hanno potuto far conoscere, sempre gratuitamente, le proprie attività appoggiandosi in forma continua ed assolutamente gratuita alle varie testate italiane locali che con puntualità hanno fatto da cassa di risonanza per ogni nostra iniziativa ed attività.

Le testate italiane in Spagna hanno anche dato risalto ad ogni notizia legata a tematiche di carattere nazionale, a partire da quanto concerne i Consolati e le Ambasciate fino ad arrivare alle importantissime informazioni di carattere fiscale, amministrativo e giuridico fondamentali per ogni attento lettore italiano all’estero.

Cosa possiamo leggere nelle comunicazioni provenienti dal Consiglio dei Ministri in riferimento alle varie richieste di contributo avanzate seguendo una normativa presente e funzionante oramai da molti anni?


Possiamo leggere una frase che, di fatto, azzera la stampa italiana all’estero anche in considerazione del fatto che, va ripetuto, la sua diffusione è effettuata in forma totalmente gratuita.

Si legge infatti che “Dall’esame dei documenti istruttori – ed in particolare sulla base della dichiarazione in data…2019 inviata dalla competente autorità diplomatica allo scrivente Ufficio e del parere espresso del Com.It.Es. di Madrid – la testata… non risulta possedere il requisito della “trattazione di argomenti d’interesse delle comunità italiane all’estero, avuto riguardo anche alla diffusione della lingua e della cultura italiana ed al contributo alla promozione del sistema Italia all’estero”.

Il leggere, come motivazione, che giornali italiani editi in lingua italiana all’estero, giornali che riportano in ogni tiratura, in ogni articolo ed in ogni riga, notizie legate all’Italia, alla Cultura Italiana ed alla promozione di ogni attività italiana all’estero, non si occupino degli interessi delle Comunità Italiane all’estero fa letteralmente accapponare la pelle.

Non sono riusciti a cambiare la legge che regola i contributi per la Stampa italiana all’estero ed ora agiscono in maniera tale da ottenere lo stesso effetto inizialmente voluto azzerando i contributi.

Nelle tre testate italiane edite in Spagna ho sempre potuto leggere notizie legate alle nostre comunità, allo Stato Italiano, alle novità provenienti dall’Europa in riferimento alle nostre comunità così come ho sempre potuto scoprire quanto ricco fosse il nostro grande mondo dell’associazionismo e del volontariato italiano all’estero.

L’azzeramento dei contributi sta portando alla chiusura di una testata importante (oltre 100.000 copie distribuite nel territorio spagnolo) e crea un evidente problema alle altre testate italiane locali.

Ma, cosa che non va dimenticata, sta privando i connazionali che mi onoro di rappresentare come Presidente del Com.It.Es di Barcellona anche della nostra stampa, dei nostri giornali, dei nostri articoli, della nostra voce e della nostra libera informazione.

Non vorremmo sentirci rispondere dalle stesse persone che sono arrivate a proporre di togliere il diritto di voto agli anziani che “ci si può informare anche attraverso Internet”.

La stampa e l’informazione legata al cartaceo nulla ha a che vedere, in quanto ad approfondimenti e diffusione territoriale mirata, alla veloce lettura di qualche articolo on-line trovato navigando in rete.

Ci vogliono togliere gran parte dei pochi parlamentari italiani eletti all’estero, ci tassano in Italia per la nostra prima casa, ci privano di molti servizi consolari oramai non più efficienti attraverso tagli e riduzione degli organici, inseguono i giovani emigrati all’estero per lavoro con accertamenti fiscali, denigrano i pensionati italiani che emigrano all’estero trattandoli da elusori ed ora ci vogliono privare della stampa italiana all’estero attraverso un vero e proprio azzeramento dei (pochi) contributi che ne garantivano la sopravvivenza.

Il Com.It.Es di Barcellona durante la sua prossima riunione ufficiale porterà in discussione questi gravissimi accadimenti legati ai nostri diritti e, da subito, ci si attiverà per riattivare quel sano movimento civico che già nel passato è riuscito a far capire quanto noi italiani residenti all’estero siamo e sempre saremo legati alla nostra libera stampa italiana all’estero. 

(Alessandro Zehentner*\aise)
* Presidente Comites Barcellona