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    Tutte le agevolazioni fiscali per chi trasferisce la residenza in Italia

    Il decreto crescita, in vigore dal 28 giugno scorso, introduce nuove e più consistenti agevolazioni a chi si trasferisce in Italia. 

    Agevolazioni che la Farnesina sta divulgando anche attraverso i siti web della rete diplomatica all’estero.  

    Ai docenti e ai ricercatori italiani all’estero, anche se non iscritti all‘AIRE, si applica una tassazione agevolata.

    Per i primi sei anni il loro reddito, da lavoro dipendente o autonomo, sarà calcolato nella misura del 10% del suo ammontare.

    L’agevolazione potrà durare da un minimo di 6 sino a un massimo di 13 annualità fiscali,  secondo i carichi familiari.
    Tassazione agevolata, poi, anche per i lavoratori italiani all’estero che trasferiscono la residenza in Italia, il cui reddito sarà calcolato al 50% in generale e al 30% se si trasferiscono in una delle regioni del Mezzogiorno (Abruzzo, Molise, Campania, Puglia, Basilicata, Calabria, Sardegna e Sicilia). 

    L’agevolazione dura cinque anni, che potranno diventare 10 in caso di figli minori o di acquisto di immobili.

    Il trattamento, valido anche per i non iscritti AIRE, varrà anche per i redditi d’impresa prodotti dal 1° gennaio dell’anno di adesione al regime agevolato.
    Sono previste, inoltre, forti agevolazioni fiscali anche per i pensionati all’estero.


    Ad essi l’imposta sul reddito sarà calcolata forfettariamente al 7% se scelgono di trasferirsi in un comune con meno di 20 mila abitanti di una delle regioni del Mezzogiorno.

    L’agevolazione dura per nove anni.
    Confermata, infine, la possibilità, per le persone fisiche, di pagare un’imposta sostitutiva forfettaria di 100 mila euro sui redditi prodotti all’estero, in ragione di 25 mila euro per ogni familiare.

    L’agevolazione dura 15 anni, non è rinnovabile e si ottiene a condizione che si sia risieduto all’estero per almeno 9 dei precedenti 10 anni. (aise)

     

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