Le costruzioni, soprattutto di opere pubbliche, e l’industria compensano il calo del settore turistico che comincia ad essere allarmante in particolare a Fuerteventura.

Il primo trimestre dell’anno è stato migliore di quanto sperato per l’economia canaria, sebbene sempre in flessione.

La stabilità mostrata dalla maggior parte dei settori ha compensato il raffreddamento del turismo colpito dal calo di visitatori, specialmente nelle isole orientali dove emergono differenze tra le varie province.

Secondo quanto riportato dal Boletin de Situacion Economica elaborato dalla Camera di Commercio di Santa Cruz de Tenerife per il primo trimestre del 2019, alcuni settori come le costruzioni, soprattutto di opere pubbliche, e l’industria hanno ammortizzato il calo del turismo e hanno permesso di raggiungere lo 0,9% di crescita economica trimestrale, invertendo la tendenza del trimestre precedente.

Un piccolo miglioramento che però non ha effetti sull’occupazione dal momento che il mercato del lavoro ha reagito peggio di quanto si aspettava.

L’occupazione è in flessione e il livello di disoccupazione ha raggiunto il 21%.


I sussidi a maggio sono leggermente diminuiti e, secondo i dati riportati nel Boletin, ne usufruiscono circa 206 mila persone, lo 0,76% in meno rispetto ad aprile.

Secondo la direttrice della Camera di Commercio, Lola Perez, abbassare questa percentuale sarà molto difficile perché le Canarie hanno un problema strutturale per quanto riguarda la disoccupazione.

Mentre campi come l’edilizia creano lavoro, ma senza grandi percentuali, di contro altri settori come il turismo che danno lavoro massivamente ora sono in crisi.

Secondo Lola Perez, c’è anche un problema di istruzione con il 50% dei disoccupati che non ha terminato le scuole medie e gli altri che non riescono a reimpiegarsi.

Passare dal 21 al 12% di disoccupazione entro il 2023 come auspicato da più parti, sarà molto complicato a meno che non si diminuisca la popolazione attiva riducendo le assunzioni di stranieri.

Un altro aspetto che emerge dai dati del Boletin è il divario che si sta creando tra le varie province soprattutto in ambito turistico e che ricade sull’occupazione.

Las Palmas ha iniziato a sentire il calo del turismo e ha fatto registrare un 23% di disoccupazione a fronte di Santa Cruz de Tenerife dove il tasso è del 19%.

Il numero di occupati nella provincia orientale si è ridotto del 5,2 % ovvero 24 mila posti di lavoro in meno, mentre nella provincia occidentale, l’occupazione è migliorata di poco, 0,8% con circa 3400 nuovi posti di lavoro.

La differenza si spiega con il fatto che le zone orientali dell’arcipelago sono più dipendenti dal turismo tedesco e nordico che è in flessione, mentre Tenerife dipende più dal turismo britannico che ancora non ha risentito della Brexit.

Il caso di Fuerteventura è ancora più preoccupante perché coincide con l’uscita di scena di alcune importanti compagnie aeree.

In questo contesto il presidente della Camera di Commercio, Santiago Sesé ha confermato che l’edilizia sta prendendo il posto del turismo con un aumento del 116% degli appalti pubblici in termini inter-annuali.

Il presidente inoltre ha sottolineato l’importanza di aumentare la produttività delle imprese, e ha fatto appello alle forze politiche per chiudere gli accordi e far sì che i governi e le istituzioni creino la necessaria stabilità e sicurezza.

Claudia Di Tomassi