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    Carta di identità elettronica anche all’estero

    Carta di identità elettronica anche all’estero: approvate le risoluzioni Billi (Lega) e Nissoli (FI)

    In seduta congiunta, le Commissioni Affari Costituzionali e Affari Esteri della Camera, alla presenza del sottosegretario all’interno Stefano Candiani, hanno approvato due risoluzioni sul rilascio della carta di identità elettronica anche per i connazionali all’estero, presentate dai deputati Simone Billi (Lega) e Fucsia Nissoli (Forza Italia).
    Obiettivo di entrambi gli eletti all’estero quello di estendere il rilascio del documento anche nei Consolati.
    Intervenendo in Commissione, Nissoli ha spiegato che la sua risoluzione “amplia la portata della risoluzione Billi, prevedendo la possibilità anche per i cittadini italiani residenti in Paesi extra Unione europea di richiedere la carta d’identità elettronica nei rispettivi consolati”.

    La carta d’identità elettronica, ha aggiunto, “assicurando la parità di trattamento per i cittadini residenti all’estero, darebbe un chiaro segnale di modernità ed efficienza della Pubblica Amministrazione e fornirebbe ai nostri connazionali, attraverso l’utilizzo del sistema SPID, un utile strumento per svolgere pratiche burocratiche direttamente da casa, alleggerendo l’onere a carico degli uffici consolari”.
    Billi ha quindi espresso “profonda gratitudine e apprezzamento per la sensibilità dimostrata dal Governo e dai colleghi di maggioranza e di opposizione, che hanno deciso di sostenere la sua risoluzione”. 

    Nissoli, dal canto suo, ha accolto la richiesta del Sottosegretario, riformulando la sua risoluzione.

    Entrambe sono state quindi approvate.
    Ne riportiamo di seguito la versione integrale.


    RISOLUZIONE BILLI
    “Le Commissioni I e III, premesso che: l’articolo 7-vicies-ter del decreto-legge 31 gennaio 2005, n. 7, prevede che, a decorrere dal 1° gennaio 2006, la carta d’identità su supporto cartaceo venga sostituita, all’atto della richiesta del primo rilascio o del rinnovo del documento, dalla carta d’identità elettronica;
    il medesimo articolo prevede che l’emissione della carta d’identità elettronica sia riservata al Ministero dell’interno e che le caratteristiche tecniche, le modalità di produzione, di emissione, di rilascio della carta nonché di tenuta del relativo archivio informatizzato siano definite con decreto del Ministro dell’interno, adottato di concerto con il Ministro per la semplificazione e la pubblica amministrazione ed il Ministro dell’economia e delle finanze, sentita l’Agenzia per l’Italia digitale, il Garante per la protezione dei dati personali e la Conferenza Stato-città e autonomie locali;
    la carta di identità in versione cartacea, facilmente falsificabile, è ormai ampiamente superata e viene talvolta contestata in alcuni Paesi esteri e alla frontiera, risultando particolarmente problematica per gli italiani residenti all’estero;
    la carta d’identità elettronica ad oggi non viene rilasciata ai cittadini italiani residenti all’estero, iscritti all’Aire;
    nell’ambito dei lavori della Commissione interministeriale permanente della Carta d’identità elettronica, istituita ai sensi dell’articolo 13 del decreto del Ministro dell’interno 23 dicembre 2015, recante Modalità tecniche di emissione della carta d’identità elettronica, a cui partecipano rappresentanti di Ministero dell’interno, Ministero dell’economia e delle finanze, Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale, Ministero per la pubblica amministrazione, Agenzia per l’Italia digitale, Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato e Anci, sono in corso di svolgimento le attività finalizzate a rendere possibile l’emissione della carta di identità elettronica ai cittadini italiani residenti all’estero;
    l’iniziativa prevede di estendere alle sedi consolari europee le procedure già previste per i comuni, al fine di consentire anche ai concittadini all’estero di presentare domanda di rilascio della Cie e poterla ricevere presso il proprio domicilio, senza costi aggiuntivi rispetto a quanto avviene in Italia;
    a metà ottobre la Commissione Cie ha completato la fase di valutazione e definizione delle soluzioni tecnico-amministrative più idonee a garantire il perseguimento dell’obiettivo, disponendo contestualmente il potenziamento delle dotazioni delle sedi consolari, attraverso la fornitura di postazioni di lavoro a supporto dello svolgimento dei processi di emissione del documento;
    nella stessa sede è stato altresì definito il piano degli interventi necessari all’attuazione del progetto che prevede l’esecuzione di una prima fase pilota ad inizio 2019 e la successiva estensione a tutte le altre sedi entro la prima metà del 2019,
    impegnano il Governo
    ad assumere ogni iniziativa di competenza atta a sostenere e incentivare la procedura di realizzazione della carta di identità elettronica per i cittadini italiani residenti all’estero.

    RISOLUZIONE NISSOLI
    “Le Commissioni I e III, premesso che: la carta di identità elettronica (Cie) è un documento obbligatorio che consente di verificare l’identità del titolare sia sul territorio nazionale che estero, in grado di superare le facili falsificazioni connesse alle carte di identità in versione cartacea, le quali verranno nei prossimi anni sostituite completamente;
    la sostituzione della tradizionale carta di identità in formato cartaceo con quella elettronica, oltre a rafforzare gli standard di sicurezza, permette di assolvere alle funzioni di identificazione personale, di documento per l’espatrio in Paesi che ne riconoscano la validità, di richiesta di un’identità digitale Spid, con conseguente accesso ai servizi in rete ed erogati dalla pubblica amministrazione;
    anche i cittadini italiani residenti all’estero, nei Paesi dell’Unione europea ed extra-Unione europea che riconoscono la carta d’identità ai fini della libera circolazione, iscritti regolarmente all’Aire, possono richiedere e rinnovare la carta di identità elettronica presso le strutture dei consolati italiani di riferimento;
    tuttavia, si tratta di un servizio che i consolati non ancora erogano, nonostante l’impegno del Governo ad estendere anche all’estero il sistema Spid.


    Non tutti i consolati all’estero sono muniti delle risorse adeguate e della necessaria tecnologia per gestire le pratiche di rilascio della Cie;
    in attuazione dell’articolo 13 del decreto del Ministro dell’interno 23 dicembre 2015 (Modalità tecniche di emissione della carta di identità elettronica); tale commissione è stata istituita anche al fine di estendere alle sedi consolari europee le procedure già previste per i comuni, permettere anche agli italiani all’estero iscritti all’Aire di presentare domanda di rilascio e di poter ricevere la Cie presso il proprio domicilio, senza costi aggiuntivi rispetto a quanto avviene in Italia;
    il crono-programma del progetto fornito alla commissione dall’Istituto poligrafico e zecca dello Stato, che riguarda le attività di sviluppo software e integrazione con altri sistemi informativi, prevede l’avvio una prima fase pilota presso tre consolati in Europa, terminata la quale oltre ad essere previste circa 95 postazioni di lavoro in favore di altri consolati dell’Unione europea, dovrebbero essere portate a termine le modalità di collegamento della rete consolare ai sistemi anagrafici italiani – un iter dunque ancora da completare entro il 2019, come è stato confermato dal sottosegretario per l’interno Stefano Candiani in risposta a interrogazione al Senato n.4-00236;
    occorre, dunque, portare a termine in tempi rapidi, l’estensione della carta di identità elettronica anche per i cittadini italiani all’estero, iscritti all’Aire, insieme a un piano operativo che consenta di realizzare tale obiettivo anche presso i consolati presenti nei Paesi extra Unione europea, per le cui domande è competente il Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale,
    impegnano il Governo:
    ad assicurare le risorse necessarie e a definire le modalità organizzative tecniche, affinché i consolati italiani all’estero, anche nei Paesi extra Unione europea che riconoscono la carta d’identità ai fini della libera circolazione, possano emettere la Cie, con modalità di consegna che non prevedano maggiori costi, nonché a velocizzare il cronoprogramma predisposto dai Ministeri competenti per il rilascio della Cie all’estero, al fine di procedere all’integrazione dei sistemi informatici della rete consolare e completare la fase di sperimentazione prevista;
    a consentire ai nostri connazionali la possibilità di presentare domanda di rilascio della Cie presso il comune di iscrizione Aire, durante il loro soggiorno in Italia, secondo le istruzioni governative agli Uffici anagrafe dei comuni”. 

    (aise) 

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