La polizia spagnola ha contribuito a scoprire l’organizzazione che da tempo vende abusivamente pacchetti Pay per view per vedere in streaming programmi televisivi secondo il protocollo IPTV (Internet Protocol TeleVision).

I programmi in streaming, hanno precisato le forze dell’ordine, sono soggetti a restrizioni o pagamenti, e pertanto il sistema è legalmente definito come operazione di pirateria.

Durante una recente incursione, 5 persone, delle quali 3 di base nel sud della Spagna, sono state arrestate per aver venduto abusivamente pacchetti Pay per view in tutta Europa, dal Regno Unito alla Lettonia.

Migliaia di telespettatori di circa 30 Paesi hanno incautamente pagato un servizio per cifre dai 50 ai 500 euro al mese, senza sapere assolutamente che era fornito da un’organizzazione pirata; l’operazione è iniziata alcuni anni fa in seguito alle denunce della Premier League del Regno Unito, circa un presunto crimine contro la proprietà intellettuale effettuato da altro sito web con sede a Malaga, che offriva abbonamenti Pay per view con accesso a una moltitudine di canali internazionali (oltre 800 canali televisivi, un archivio di audiovisivi di opere protette e un elenco di stazioni radio straniere).

Inoltre è stata verificata l’esistenza di una dozzina di abbonamenti categorizzati in base al paese di origine dei canali, cosa che presuppone una necessaria infrastruttura per intercettare e distribuire il segnale.


Gli agenti hanno notato che il sito web segnalato dalla Premier League aveva associato diversi profili sui social per promuovere al massimo i servizi, ottenendo così più clienti.

La strategia alla base della truffa consisteva nell’usare una moltitudine di server e di modificarli periodicamente, creando gradualmente nuove pagine web, formando così una struttura che, apparentemente, non aveva alcuna relazione con l’originaria organizzazione; dopo un’attenta indagine, la polizia ha scoperto un collegamento tra le società di holding e i conti bancari degli abbonamenti, sempre appartenenti ai membri dell’organizzazione.

L’operazione è stata effettuata dalla polizia nazionale in collaborazione con il Regno Unito, la Danimarca, la Spagna e l’Europol e rappresenta una delle maggiori operazioni condotte di questo tipo a livello internazionale.

In totale sono stati scoperti 11 distributori di server in tutto il mondo, alcuni dei quali con oltre 44 server; vi sono state 14 denunce simultanee, 8 delle quali in Spagna, per il reato di appartenenza a organizzazione criminale, reato contro la proprietà intellettuale, frode nel flusso delle telecomunicazioni e, non ultimo, riciclaggio di denaro.

I benefici dell’attività illegale erano così elevati da consentire agli arrestati di risiedere in strutture di lusso sulla costa di Malaga e di utilizzare automobili di fascia elevata, conducendo un tenore di vita significativo.

Tenore di vita ora cambiato integralmente per almeno 3 di essi che, in attesa di giudizio, sono stati trasferiti in carcere.

Carlo Zappata