La maggiore concorrenza per effetto della riapertura delle mete del Mediterraneo e il conseguente calo di arrivi, hanno portato gli hotel dell’Arcipelago delle Canarie a puntare al ribasso in termini di tariffe.

Jorge Marichal, presidente di Ashotel, ha precisato che uno scenario come quello attuale, ovvero caratterizzato da una forte competitività e dalla perdita di turisti (407.000 in meno dalla Germania e 6.500 dal Regno Unito), comporta inevitabilmente una decisa fluttuazione delle tariffe, volutamente diminuite al fine di alleggerire il colpo subìto dalla improvvisa carenza di connettività con uno dei principali mercati europei.

La bancarotta delle compagnie aeree e la rinascita delle destinazioni turistiche del Mediterraneo, hanno quindi ridotto la capacità aerea tra l’Arcipelago e i paesi dell’Europa centrale, benché di contro, afferma Marichal, emerga una decisa ripresa del turismo domestico e una lieve stabilizzazione degli operativi con il Regno Unito, dopo una clamorosa caduta degli ultimi mesi.

Il ribasso a questo punto serve per diventare più attrattivi e compensare gap sostanziali, come quello della Germania, a -22,8%, e del Regno Unito, -2,3%.

Migliorati invece i collegamenti con Portogallo, Russia, Austria e Francia che hanno comportato un aumento di arrivi pari rispettivamente al 57%, 44,7%, 43,1% e 11,6% in più.

María Méndez, AD di Promotur Turismo de Canarias, avrebbe invece sottolineato che sicuramente il ritorno sulle scene delle mete del Mediterraneo influenzeranno negativamente gli arrivi sulle Isole Canarie durante la stagione estiva, ma in inverno la comunità autonoma dovrebbe continuare a detenere il ruolo di leader che le è proprio.


Con particolare riguardo al mercato tedesco, Isaac Castellano, Ministro del Turismo, ha affermato che le Canarie rimarranno una delle destinazioni preferite dalla Germania, come confermato dai principali tour operator e dalle più importanti compagnie aeree, tanto che molte delle isole dell’Arcipelago stanno già focalizzando l’attenzione sulle esigenze dei turisti tedeschi.

Il Cabildo di La Gomera, ad esempio, ha annunciato di voler mantenere e rafforzare le proprie offerte basate su natura, paesaggi, gastronomia e cultura che sono prioritarie per il cliente proveniente dalla Germania e analogamente sta seguendo la stessa strategia il Cabildo di La Palma, il cui vice presidente José Luis Perestelo ha sottolineato, durante la ITB di Berlino, la peculiare fedeltà dei visitatori tedeschi.

Il turismo tedesco in effetti ha lasciato a Gran Canaria nel corso del 2018, qualcosa come 1.000 milioni di euro, considerando che buona parte dei visitatori sono degli habitué.

Meno ottimista il Presidente del Cabildo di Tenerife Carlos Alonso che, alla fiera di Berlino, ha ammesso che il rallentamento dell’economia globale, Brexit, il ritorno del Mediterraneo e i problemi di bancarotta di alcune compagnie aeree, stanno configurando un anno di estrema incertezza per il turismo dell’isola, che difficilmente riuscirà a battere il record dei turisti vissuto lo scorso anno con 5,8 milioni di visitatori.

Gennaio si è rivelato per ora molto positivo, con un aumento pari a un +8%, ma l’estate, stando alle previsioni, subirà una decrescita e l’inverno 2019 potrebbe addirittura andare peggio.

Inutile ossessionarsi con i numeri, ha poi concluso Alonso, visto che in parallelo ci sono stati sviluppi positivi, come l’apertura di nuovi hotel di lusso e un aumento di prodotti di qualità, pur ricordando che l’isola, come tutte, ha bisogno in ogni caso anche di quantità.

Marco Bortolan