Lago Martiánez

Arrivando a Playa Martiánez si rimane da subito colpiti dalle scogliere che rivestono una enorme importanza non solo etnografica, per la presenza di giacimenti di reperti guanches, bensì anche geologica ed ecologica.

Le scogliere qui arrivano ad un’altezza di 50 metri fino al mirador di La Paz e nell’antichità erano note per una fonte naturale di acqua ritenuta la migliore di Tenerife.

Playa Martiánez è il luogo ideale per imparare a fare surf, grazie alle numerose scuole presenti che organizzano lezioni, e alle particolari condizioni del mare.

Opera del poliedrico artista di Lanzarote César Manrique, il Lago Martiánez è costituito da un complesso di piscine artificiali, la principale delle quali richiama grande attenzione poiché, oltre a essere molto scenografica, dispone di un sistema che fa entrare 25mila metri cubi di acqua di mare.

Vi sono poi 2 piscine per adulti e 1 per bambini, oltre a zone verdi e monumenti caratteristici come quello dell’onda o la scultura Barlovento.

Strettamente collegato al Lago Martiánez, si trova la piccola e intima playa di San Telmo, unitamente all’omonimo paseo ed eremo, da cui si gode di una magnifica vista.


Playa di San Telmo è una località balneare per molti abitanti di Puerto durante tutto il corso dell’anno; dotata di una piccola spiaggia dedicata ai più piccoli e di numerose piscine naturali, è un luogo ideale per fare snorkeling.

Ma le cose da scoprire sono ancora tante e riprendendo la marcia percorrendo paseo San Telmo fino a Punta del Viento, si prosegue per calle Quintana, arrivando a Plaza de la Iglesia, dove si trova la patrona della città, la Virgen del Carmen, portata in processione ogni anno il 16 di luglio.

La chiesa richiama l’attenzione fin dall’esterno, con una torre campanaria visibile da numerosi punti di Puerto; la Peña de Francia è la chiesa più importante della città, con interni tipici delle costruzioni religiose canarie e dallo stile squisitamente barocco dell’altare maggiore.

Molto dello sviluppo urbanistico e territoriale di Puerto e non solo, si deve ad Agustín de Bethencourt, nato nella città, importante militare e ingegnere, nonché considerato uno degli scienziati di spicco del XIX secolo (basti pensare che fu l’autore del progetto del primo pallone aerostatico della Spagna).

Scendendo da calle Quintana fino a Plaza del Charco, vero e proprio cuore pulsante di Puerto, si trova sulla via l’eremo di San Juan Bautista e Plaza Victor Pérez, luoghi ideali per riposarsi e godere della tranquillità che vi regna.

Plaza del Charco è una enorme piazza completamente delimitata  da bar e ristoranti dove assaggiare piatti tipici dell’isola, come asado, papa arrugadas, mojo o pescato fresco, oppure la cucina internazionale.

Ma soprattutto è da qui dove si può scorgere il mare e il porto di Puerto, vale a dire la zona più tradizionale e caratteristica della città, ancora permeata da uno spirito marinaro verace e protagonista di un’intensa attività commerciale principalmente in banane e vino.

Il porto dà la possibilità di scattare le foto più emblematiche della città, con la sua spiaggia, il palazzo della real Aduana e la famosa scultura della pescadora.

Proseguendo dal porto verso calle Mequinez, ci si addentra in un quartiere molto particolare e suggestivo, il barrio de La Ranilla, con i suoi colori accesi e i murales che sono diventati il suo tratto distintivo.

La zona de La Ranilla anticamente era il quartiere dormitorio dei pescatori e oggi conserva ancora la sua architettura tradizionale, tipica delle classi più modeste: piccole abitazioni colorate, vicoli e tranquillità.

Al termine del barrio si trova il Castillo San Felipe, una delle prime fortificazioni difensive di Puerto, datato i primi anni del XVII secolo e utilizzato, nel corso del tempo, come infermeria, cittadella, ristorante e, in epoca recente, come centro culturale dove ospitare mostre e concerti.

La passeggiata termina dunque con la vista panoramica di Playa Jardín coronata dalla presenza del Teide.

Puerto, con i suoi angoli caratteristici e le sue antiche tradizioni ancora vive, è un luogo dove tornare ogni volta che si arriva a Tenerife, per apprezzare la genuinità di un popolo che ha saputo conservare il sapore locale e che ha imparato ad accogliere amabilmente i propri turisti.

Ilaria Vitali