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    Alla ricerca della capacità geotermica di La Palma

    La Palma, isola di recente interessata da significativi eventi sismici, potrebbe avere una capacità geotermica tale da garantire a tutti i suoi abitanti una fonte inesauribile di energia proveniente dal sottosuolo, sfruttando così il calore in maniera sostenibile.

    L’obiettivo è quello di diventare sostenibili e autosufficienti a livello energetico

    Il legame tra capacità geotermica e produzione di energia è stato argomento di numerose speculazioni nel corso degli ultimi decenni, ma ora pare giunto il momento di scoprire se effettivamente un’isola come La Palma possa realizzare il progetto di sviluppare un sistema  energeticamente autosufficiente.

    Il Cabildo ha annunciato nei primi mesi del 2018 di voler iniziare nel 2019 l’avvio dei primi studi scientifici, perseguendo gli obiettivi indicati dal Manifiesto del Electrón, un accordo di tutte le forze politiche, sociali ed economiche che mirano a rendere La Palma al 100% green.

    Durante una riunione convocata dal presidente Anselmo Pestana, cui hanno partecipato i responsabili del Ministero dell’Energia, si è cercato un sostegno nel Gobierno di Spagna affinché La Palma possa godere di finanziamenti nel portare avanti il processo di ricerca della capacità geotermica del territorio.

    Nonostante infatti la prima fase del progetto sia a spese dell’istituzione insulare, Pestana sottolinea che le ricerche potranno avere un costo approssimativo pari a 6 milioni di euro per ciascuna di esse, per un totale di oltre 10 milioni di euro, cosa che obbliga il Cabildo a richiedere i finanziamenti statali.

    La prima fase sarà realizzata grazie all’accordo sottoscritto tra il Cabildo e Involcan, l’Instituto Volcanológico de Canarias, e avrà come obiettivo quello di realizzare un’indagine multidisciplinare in superficie.


    In particolare, informa Nemesio Pérez direttore scientifico di Involcan, le ricerche si concentreranno sul complesso vulcanico di Cumbre Vieja.

    Perez ha sottolineato che l’Arcipelago è l’unica area della Spagna con un’elevata entalpia e potenziali risorse geotermiche nel sottosuolo in grado di generare un’elettricità pulita.

    E’ ancora prematuro affermare che La Palma possa essere il riferimento principale per l’erogazione energetica di tutte le isole, visto che sono in corso ricerche anche a Tenerife e a Gran Canaria, ma il fatto che l’isola sia il luogo dove si sono registrati i più alti livelli di emissione di elio-3, suggerisce che la capacità geotermica sia più elevata che altrove.

    Il direttore di Involcan ha poi esposto nel dettaglio tutte le attività scientifiche che verranno svolte, partendo dall’analisi dei dati idrogeochimici a disposizione, per poi proseguire con uno studio geofisico di magneto-tellurica che riguardi tutta l’isola grazie a 40 punti di osservazione per registrare i campi magnetici ed elettrici terrestri; alla fine di questa seconda fase sarà realizzato un modello geoelettrico generale 3D di tutta l’isola.

    Verrà quindi condotto uno studio di tomografia sismica attraverso l’analisi del rumore sismico di fondo che si registrerà al largo dei tre profili sismici e che richiederà l’utilizzo di 10 stazioni portatili di banda larga per ciascun sito; verranno altresì analizzati i dati delle stazioni permanenti di banda larga della Red Sísmica Canaria di La Palma.

    Un altro team eseguirà in contemporanea uno studio geochimico dei gas disciolti nelle acque sotterranee nei 10 punti di osservazione, e della manifestazione di gas liberi esistenti sull’isola; caratterizzando la fonte di queste emissioni, sarà possibile delimitare le aree attive ricche di fluidi di origine vulcanico-idrotermale.

    Il progetto prevede anche la realizzazione di un ulteriore studio geochimico che analizzi le emissioni diffuse di gas sull’isola, coinvolgendo i 1.200 punti di osservazione della superficie di La Palma, in particolare nell’area del Cumbre Vieja.

    Obiettivo di questa ultima ricerca è quello di individuare e delineare le aree attive di emissione fluidi di origine vulcanica che consentirebbero l’eventuale scoperta di sistemi geotermali nascosti o localizzati a grande profondità.

    Nei tre siti di indagine, verranno realizzati tre pozzi di 2.500 metri di profondità, dove fluidi con temperature superiori a 150 gradi e un flusso di vapore sufficiente, saranno i parametri basilari del primo campo geotermico di La Palma in grado di generare energia elettrica per tutta l’isola.

    L’importanza di questo ambizioso progetto, commenta Perez, non è solo nella possibilità di poter sfruttare una delle energie rinnovabili per contribuire all’indipendenza di un territorio, ma anche nell’aiuto che apporterebbe per coprire la domanda crescente per la produzione di energia elettrica, per 24 ore al giorno e per 365 giorni all’anno.

    Egli osserva ad esempio che sull’isola di São Miguel nelle Azzorre, nel 2017 l’energia geotermica ha coperto il 50% del diagramma di carico dell’isola e quindi tutta la domanda di base.

    Franco Leonardi

     

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