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    Bracconieri arpionano 3 aragoste rare, ora rischiano il carcere

    Brutte notizie per i due bracconieri sorpresi a pescare in una zona protetta del mare del nord dell’isola La Palma e che hanno ucciso, arpionandole, 3 aragoste appartenenti a una specie in pericolo di estinzione.

    Le aragoste, Langostas Herreñas, hanno lo stesso livello di protezione di animali come la lince iberica, l’orso bruno e il gallo cedrone e gli esemplari uccisi dai pescatori di frodo erano un maschio eccezionalmente grande, il secondo più grande dei soli 75 registrati dagli scienziati a La Palma, e due femmine ovigere; non stupisce quindi che secondo gli esperti il fatto ha rappresentato il crimine più grave contro la flora e la fauna commesso sull’isola.

    Sorpresi in mare dagli agenti del Seprona mentre erano intenti a pescare sott’acqua, i bracconieri sono stati trovati in possesso, oltre che delle rare aragoste, di un altro pesce la cui cattura è illegale; il pescato giaceva già dentro al frigorifero nascosto sotto i sedili della barca, probabilmente in attesa di essere venduto a Tenerife, isola da cui i pescatori sono arrivati a La Palma a bordo di un’imbarcazione molto potente.

    Ad aggravare la situazione per uno di essi, vi è poi una sentenza del tribunale che gli impediva di fatto di possedere o trasportare qualsiasi tipo di arma, ordinanza violata con il ritrovamento di un fucile per pesca subacquea di sua proprietà.

    Con un totale di 11 denunce amministrative, incluse quelle per mancanza di licenza di pesca e per superamento del limite massimo di cattura previsto, i due pescatori rischierebbero ora il carcere.

    Il servizio di controllo delle attività di pesca, sia di professionisti che di dilettanti, condotto dal Seprona a bordo della imbarcazione della Reserva de Marina dell’isola La Palma e dipendente dal Ministero dell’Agricoltura, della Pesca, dell’Alimentazione e dell’Ambiente, è frutto di un accordo di collaborazione sottoscritto nel 2006 tra gli organismi e che ha dato modo di effettuare numerose ispezioni lungo le coste, raccogliendo un totale di 39 segnalazioni relative sia a infrazioni delle norme di pesca, che della navigazione mercantile e del patrimonio naturale della biodiversità.

    In totale gli agenti della Guardia Civil hanno confiscato tre gabbie di cattura del pesce poste a una profondità maggiore rispetto a quella consentita e con una maglia di dimensioni inferiori rispetto a quella regolare, due cesti per la pesca delle murena utilizzati in modo illecito, quattro fucili da pesca subacquea, 40 kg di pesce catturato con i fucili al di fuori delle aree autorizzate e 10 kg di molluschi del genere patella, pescati in aree e giorni non consentiti.


    Tutti i prodotti freschi sequestrati sono stati consegnati dagli agenti della Seprona a una sede sociale dell’isola La Palma per il loro consumo, quanto alle tre aragoste, queste sono state affidate al Servizio di Biodiversità del Gobierno de Canarias per il loro studio.

    La Ley de Patrimonio Natural y la Biodiversidad proibisce di fatto l’uccisione, il disturbo e il danneggiamento intenzionali di tutta la fauna selvatica, azioni punite dal codice penale spagnolo con due anni di prigione per i casi più gravi e soprattutto relativi a specie in pericolo di estinzione.

    dalla Redazione

     

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