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    I visitatori del Teide, la maggioranza arriva in auto

    Sarebbe il 70% la percentuale dei visitatori del Teide che raggiunge il punto di ingresso del Parque con la propria auto, dimenticando i mezzi pubblici.

    Un recente studio condotto da ricercatori del Dipartimento di Economia e Mobilità della ULL, Universidad de La Laguna, e finanziato dalla Fundación CajaCanarias, ha rivelato che ogni giorno sono circa 2.500 le auto che si dirigono al Parque Nacional e solo il 2% dei visitatori utilizza i bus navetta pubblici Titsa, mentre il 28% arriva su bus turistici privati.

    Con l’obiettivo di redigere un piano di mobilità sostenibile, Rosa Marina González Marrero, professoressa della ULL, unitamente a sei specialisti, ha condotto nel corso degli ultimi due anni una analisi accurata che mette in evidenza un utilizzo importante dell’auto da parte dei visitatori.

    L’indagine, condotta con l’ausilio di sondaggi e questionari su un totale di 800 persone, ha prodotto un quadro generale del comportamento dei turisti e dei visitatori che ha consentito di avere una base di partenza per il successivo studio delle strategie necessarie per diminuire l’utilizzo delle auto e promuovere quello delle linee pubbliche.

    In particolare le soluzioni pensate per la problematica sono state sottoposte agli intervistati come possibile alternativa alla modalità di raggiungimento della destinazione, come quella di poter lasciare la propria auto in un parcheggio comune ed essere trasportati mediante bus navetta direttamente all’ingresso del parco, soluzione che per i due terzi dei visitatori è stata apprezzata.

    La maggiore concentrazione di auto si verifica, secondo le statistiche, verso la tarda mattinata, con conseguente aumento del traffico, del rischio di danni ambientali e incidenti, oltre che dell’aumento del rumore.

    La soluzione, secondo gli esperti, dovrebbe concentrarsi sull’ampliamento del parco di bus navetta a basso impatto ambientale e di facile fruizione da parte dei visitatori, questi ultimi incentivati così a raggiungere il Parque Nacional senza la propria auto.


    I risultati dello studio, presentati alla fine di marzo in una conferenza organizzata dalla Cátedra de Economía y Movilidad e dalla Fundación CajaCanarias dal titolo La movilidad en los parquet nacionales, ha illustrato diversi casi di successo già attuati in altre realtà similari, come il Parque Nacional de Ordesa y Monte Perdido e il Parque Rural de Buenavista, dove sono state messe a disposizione linee di bus navetta.

    La conferenza è terminata con una discussione pubblica per la valutazione di possibili strategie che garantiscano non solo la sicurezza dei visitatori, ma anche la conservazione delle aree protette.

    Attualmente gli unici mezzi dell’azienda pubblica di guaguas a disposizione per accedere al Parque Nacional sono due, evidentemente insufficienti.

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