I siti guanches di Tenerife Sur caduti nell’oblio

di Magda Altman

Il patrimonio dell’antica ed estinta civiltà dei Guanches riecheggia nell’arcipelago grazie a numerosi interventi di ripristino dei siti archeologici più significativi che hanno contribuito alla diffusione di una cultura dagli aspetti ancora misteriosi.

Ma esistono purtroppo ancora luoghi importanti sotto il punto di vista dell’archeologia e della ricerca sull’antica civiltà, che sono rimasti dimenticati e abbandonati al trascorrere inesorabile del tempo.

Una dimenticanza inspiegabile e non giustificabile che, secondo la crescente opinione degli esperti, priva la popolazione tinerfeña della legittima possibilità di avere un contatto più diretto con la storia della loro origine.

Senza alcun dubbio, per correggere questa sorta di frattura culturale che rende la popolazione orfana di un importante aspetto della loro storia, è necessario un supporto reale per dare visibilità ai siti dimenticati, nel rispetto non solo dei Guanches ma anche e soprattutto dei tinerfeños.


Tra i siti più importanti lasciati ancora nell’oblio si segnala Los Grabados de Aripe, a Guía de Isora, scoperto nel 1980 vicino al villaggio di Aripe e composto da un complesso di manifestazioni rupestri la cui interpretazione ha rappresentato un difficile dilemma per gli esperti.

Secondo un esperto le figure incise sulle rocce dai Guanches potrebbero rappresentare dei guerrieri nell’atto di trasportare delle armi ma i segni di figure antropomorfiche sono ancora lontani dall’avere una esaustiva interpretazione, minata dalla situazione di degrado in cui versa il sito.

Huella de Gigantes è un altro luogo emblematico della cultura guanche, situato a Lomo Guayero, Vilaflor, e rappresentato da strane incisioni nella roccia i cui contorni hanno le dimensioni di 2,99 metri di lunghezza e 0,69 cm di altezza.

Il ritrovamento di queste spettacolari incisioni è coinciso con il ritrovamento di ciotole e oggetti rituali che hanno fatto pensare ad un probabile luogo sacro collegato ai riti funerari.

A Mesas de Guaza, in provincia di Arona, si trova invece Los Magotes, luogo che fu il fulcro delle battaglie durante la conquista militare dell’isola di Tenerife alla fine del XV secolo.

Si presume che l’utilizzo delle armi da fuoco contro i Guanches abbia rappresentato il completamento della conquista dell’isola e abbia sancito il luogo come quello della Batalla de Los Magotes.

Riconosciuta come appartenente ai siti di importanza archeologica nel 1999, La Fuga del Suicidio a Roque de Igara, Arona, rappresenta un luogo dall’incredibile aura di sacralità.

Pare infatti che proprio qui si verificassero i cosiddetti suicidi rituali; nel 1942 il ritrovamento fortuito di una grotta funeraria diede il via ad approfondimenti sull’intera area, dove era usanza comune che alla morte di un capo guanche, un giovane volontario appartenente ad una casta sociale più inferiore, si buttasse nel barranco portando con sé un involucro contenente le viscere del defunto, con l’obiettivo di trasportare nell’aldilà un messaggio ai nobili trapassati.

Infine sulla costa nei pressi di Güímar, il ritrovamento della Cueva del Chinguaro fu una delle scoperte più significative relative al passato di Tenerife.

Primo luogo di culto della Virgen de Candelaria, chiamata Chaxiraxi dai Guanches, la cueva è supposta essere stata luogo di culto in onore della fertilità.

Il 6 maggio del 1999 il sito è stato dichiarato storico e ha subito una grande ristrutturazione a partire dal 2004, che ha portato alla versione attualmente visibile del santuario.

La pietra che ora è utilizzata come altare della cappella deriva da una frana che si è verificata durante le operazioni di ristrutturazione della stessa, evento che non avendo provocato alcuna vittima, è stato considerato come miracoloso, tanto da meritare la benedizione dei tre vescovi della Diócesis Nivariense.