di Daniele Dal Maso

Sono i nudisti ad occupare una piccola ma fedele fetta di mercato turistico dell’Arcipelago delle Canarie, che raggiungono le ancora poche strutture ad essi dedicate, grazie alle offerte di tour operator specializzati nel cosiddetto turismo naturista.

In particolare esiste un complesso turistico, La Palma Sun Nudist, praticamente sconosciuto agli abitanti dell’isola che però risulta al completo per il 90% dell’anno e che costituisce l’unica offerta valida per questo particolare segmento del mercato a La Palma.

Con solo l’1% di clientela canaria, la struttura ospita tedeschi, olandesi, scandinavi che, grazie all’incremento di operativi di volo con l’Europa del Nord, hanno dimostrato di amare particolarmente La Palma, rendendola una meta molto richiesta.

Del resto la struttura e il clima favorevolmente mite, rendono possibile il nudismo in ogni mese dell’anno.

A capo di questa struttura è Celia Diana, originaria di Valencia, esperta in Marketing Empresarial e responsabile da 3 anni dello sviluppo di questo nuovo progetto turistico sulla Isla Bonita dove, grazie alla creazione della spiaggia per nudisti di Tazacorte, dopo appena 5 mesi sorse il La Palma Sun Nudist.


Obiettivo del gruppo alberghiero è quello di sviluppare il segmento con altre strutture da realizzarsi nella zona turistica di Puerto Naos, a Los Llanos, ma, come sottolinea Celia Diana, tutto dipenderà dalle decisioni che prenderà il Gobierno in merito all’eliminazione di quegli ostacoli amministrativi che ne bloccano la partenza.

L’attuale struttura è stata completamente protetta da sguardi indiscreti di curiosi, possiede al suo interno un giardino comune e una serie di giardini privati, abbinati ognuno ad un bungalow, oltre a piscina, solarium e terrazze di uso collettivo, ove vige tassativamente il divieto di indossare abiti.

La clientela ha un’età compresa tra i 40 e gli 80 anni e, come tiene a precisare Celia Diana, è composta da persone con un alto grado di istruzione, molto rispettose e gentili, benché talvolta commettano l’errore di indossare capi d’abbigliamento nelle zone comuni, dove non è concesso.