Il nuovo sistema di ticket farmaceutico approvato dal Consiglio dei Ministri è ufficialmente entrato in vigore.
Questa riforma modifica l’articolo 102 della Legge sulle garanzie e l’uso razionale dei medicinali e dei prodotti sanitari attraverso un Decreto-legge.
Secondo le stime del Ministero della Salute, la misura genererà un risparmio di 265,63 milioni di euro per le famiglie spagnole.
Il nuovo modello sostituisce il sistema in vigore dal 2012, che prevedeva solo tre fasce per i lavoratori.
Il Ministero della Salute introduce ora un sistema di sei fasce di reddito per garantire una maggiore progressività, ridurre le disuguaglianze e assicurare che i pazienti cronici e in politerapia non interrompano le cure per motivi economici.
Il decreto-legge reale dovrà essere ratificato dal Congresso entro un mese.
Il modello precedente stabiliva che i redditi inferiori a 18.000 euro pagassero il 40% dei farmaci, quelli superiori il 50% e quelli superiori a 100.000 euro il 60%, senza limiti mensili di spesa.
Con la nuova norma, la quota a carico del paziente e i massimali nelle farmacie sono distribuiti come segue:
Redditi fino a 9.000 euro: Mantengono un contributo del 40%, ma con un limite massimo di 8,23 euro al mese.
Redditi da 9.000 a 17.999 euro: Mantengono il contributo del 40%, con un limite massimo di 18,52 euro al mese.
Redditi da 18.000 a 34.999 euro: La quota scende dal 50% al 45%, con un tetto massimo fissato a 61,75 euro al mese.
Redditi da 35.000 a 59.999 euro: La quota si riduce dal 50% al 45%, in questo caso senza limite mensile.
Redditi da 60.000 a 99.999 euro: Si mantiene la quota del 50% dei farmaci, senza tetto di spesa.
Redditi superiori a 100.000 euro: Si mantiene la quota del 60%, senza limite mensile.
I pensionati mantengono in generale le stesse percentuali di ticket ridotto, ma vengono riorganizzati i limiti massimi mensili per proteggere i redditi più bassi. Viene stabilita una nuova fascia intermedia:
Pensioni inferiori a 18.000 euro: Contribuiscono del 10% con un tetto massimo di 8,23 euro al mese.
Pensioni da 18.000 a 59.999 euro: Contribuiscono del 10% e il limite mensile scende a 13,37 euro (prima era di 18,52 euro).
Pensioni da 60.000 a 99.999 euro: Contribuiscono del 10% con un limite mensile di 18,52 euro.
Pensioni superiori a 100.000 euro: Passano a versare il 60% con un limite mensile di 61,75 euro.
Nel caso in cui un cittadino superi il limite mensile di contribuzione corrispondente alla propria fascia, la comunità autonoma competente dovrà rimborsare automaticamente l’eccedenza, con una periodicità massima semestrale.
La riforma legislativa mantiene integralmente le esenzioni dal pagamento già applicate alle categorie vulnerabili:
Beneficiari del Reddito Minimo Vitale (IMV).
Beneficiari di pensioni non contributive.
Persone in situazione di disoccupazione senza indennità.
Minori con disabilità riconosciuta.
Persone colpite da infortuni sul lavoro o malattie professionali.
Inoltre, viene espressamente inserita l’esenzione per i beneficiari del supplemento di aiuto all’infanzia e si applica un’esenzione automatica per i pensionati che percepiscono supplementi minimi, evitando che gli adeguamenti delle loro pensioni facciano loro perdere questo diritto.
Bina Bianchini
