Il sole anche un nemico silenzioso: perché proteggersi 365 giorni all’anno

Le Canarie, che registrano i livelli di radiazione solare più elevati di tutta la Spagna, hanno visto raddoppiare i casi di cancro della pelle dal 2015.

L’arrivo della bella stagione e delle giornate soleggiate porta con sé una preoccupazione ricorrente: la protezione della pelle.

Tuttavia, gli esperti avvertono che questa cura non deve limitarsi ai mesi estivi o alle giornate in spiaggia.

L’esposizione al sole è un fattore costante nella vita quotidiana, specialmente in zone ad alta irradiazione come le Canarie, e i suoi effetti sono cumulativi e, spesso, silenziosi.

Il cancro della pelle è diventato una minaccia crescente, con cifre che invitano a una profonda riflessione sulle nostre abitudini.

I dati sono schiaccianti. Nell’arcipelago delle Canarie, l’incidenza di questa malattia è raddoppiata dal 2015.

In alcune zone, come il sud di Tenerife, Lanzarote, Fuerteventura e il sud di Gran Canaria. l’aumento dei casi ha raggiunto un allarmante 208% tra il 2014 e il 2022.

È fondamentale comprendere i rischi senza cadere nell’allarmismo e adottare misure preventive durante tutto l’anno.

L’obiettivo non è generare paura, ma consapevolezza.

La chiave sta nella prevenzione e nel sfatare l’idea che siamo esposti al sole solo in spiaggia o in piscina.

Le Canarie sono, secondo il dermatologo, «la zona con la maggiore radiazione solare d’Europa», il che obbliga i loro abitanti a prestare particolare attenzione.

Uno degli errori più grandi è sottovalutare l’esposizione al sole nelle attività quotidiane.

Andare a fare la spesa, passeggiare, fare sport all’aperto o sedersi in terrazza sono momenti in cui la pelle riceve una quantità significativa di radiazioni ultraviolette.

L’esperto insiste sul fatto che la protezione deve essere una routine quotidiana, un gesto integrato nella nostra vita di tutti i giorni.

“Dovrebbe essere una protezione per tutto l’anno”, afferma.

Questo non significa ossessionarsi, ma usare il buon senso: evitare le ore di massima esposizione, indossare cappelli e abiti adeguati e utilizzare creme fotoprotettive come complemento indispensabile sulle zone esposte.

Ci sono zone del corpo che spesso vengono dimenticate e che subiscono in modo particolare le conseguenze del sole, come il décolleté.

I dermatologi ripetono una frase che riassume perfettamente l’effetto del sole sul nostro corpo: “la pelle ha memoria”.

Ciò significa che il danno è cumulativo e differito. “Il danno solare non si vede il giorno dopo né in una settimana, ma tra 5, 6 o 8 anni cominciano a vedersi gli effetti dell’eccesso di sole”, spiega Fernández de Misa.

La prevenzione è particolarmente cruciale durante l’infanzia.

Le scottature solari nei primi anni di vita aumentano significativamente il rischio di sviluppare un tumore della pelle in età adulta.

Proteggere i bambini dal sole non è un’opzione, ma un obbligo per garantire la loro salute futura.

In questo senso, il vecchio consiglio delle nonne di “far la digestione” all’ombra assume un nuovo e vitale significato.

La pelle ha un grande vantaggio: le lesioni si vedono.

La diagnosi precoce è lo strumento migliore per combattere il cancro della pelle, con tassi di guarigione altissimi.

Nel caso del melanoma, il tumore con la peggiore reputazione, le cifre parlano chiaro.

Di tutti i melanomi diagnosticati, il 95% è’guarito ”, assicura Fernández Gemisa.

La raccomandazione su quando iniziare i controlli periodici con un dermatologo non è universale, poiché dipende da fattori come il tipo di pelle.

A titolo di riferimento, il medico menziona che gli studi americani suggeriscono che “a partire dai 56 anni è vantaggioso per il paziente iniziare a sottoporsi a controlli di routine”, poiché questa è l’età media di diagnosi del melanoma.

Marta Simile

 

 

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