L’elevata dipendenza dal turismo dell’economia delle Canarie potrebbe, ancora una volta, rivelarsi una carta vincente per far sì che la ricchezza dell’arcipelago continui a crescere nonostante il contesto geopolitico internazionale teso.
Ciò che durante la crisi pandemica si è rivelato un vero e proprio ostacolo – causando il quasi completo arresto dell’economia di fronte a un’emergenza sanitaria che raccomandava, proprio, di ridurre la mobilità – ora, in un nuovo momento di incertezza, può essere la carta vincente che consentirà alla crescita economica delle Isole di continuare a salire.
Anche se, ovviamente, con un rallentamento, poiché in un’economia globale come quella attuale la regione non può essere immune da ciò che accade nel resto del mondo.
Il rapporto Situazione delle Canarie 2026 indica nuovamente il principale settore dell’arcipelago come ancora di salvezza e stima che l’economia delle Canarie crescerà del 2,5% quest’anno e del 2% nel 2027, mantenendosi al di sopra della crescita stimata per l’insieme dello Stato.
Una tendenza che si è già verificata negli ultimi anni, grazie alla maggiore attività del settore turistico e al dinamismo che questo infonde nell’economia della regione.
Bisogna trovare una soluzione perché la popolazione si sta sempre di più impoverendo nonostante queste presenze molto alte di turisti.
E bisognerà anche trovare una soluzione al pagamento sempre più alto delle tasse da parte di autonomi e PMI, ormai ci si sta avvicinando al 50%.
Tuttavia, le Canarie potrebbero trarre vantaggio dal dirottamento dei turisti che rinunceranno a viaggiare verso destinazioni più vicine alle zone di conflitto, come già accaduto, ad esempio, durante la Primavera Araba.
Un afflusso di visitatori che potrebbe registrare un leggero aumento proprio in un momento in cui il numero di turisti sembrava iniziare a subire un leggero calo dopo diversi anni ai massimi storici.
Sebbene questo spostamento dei turisti non eviterà il rallentamento sia della spesa turistica che dei pernottamenti, che era già in atto.
Ma in che modo queste buone prospettive turistiche influenzeranno l’economia dell’Arcipelago?
I PIL pro capite – uno degli indicatori più utilizzati per misurare il livello di benessere economico di un territorio – potrebbe continuare a diminuire.
Il rapporto sottolinea inoltre che i salari continueranno a crescere nelle Canarie e che già lo scorso anno hanno registrato un aumento superiore all’inflazione.
Gli stipendi concordati nei contratti collettivi sono aumentati del 5%, mentre in media in Spagna l’aumento è stato del 3,5%, considerando che qui nell’arcipelago gli stipendi sono molto più bassi che in Spagna, anche con l’aumento del 5% non si sono avvicinati all’Europa.
Uno studio sottolinea che l’economia delle Canarie deve superare alcune sfide che sono ormai diventate strutturali.
Il primo di questi è l’edilizia abitativa. Il divario esistente tra la creazione di nuclei familiari e la costruzione di case sta già frenando l’attività economica e rendendo difficile trovare lavoratori.
La disoccupazione rimane a livelli molto elevati, con una disoccupazione di lunga durata che non si riduce nonostante la carenza di personale segnalata da molte aziende.
La carenza quasi totale di professionalità e competenze da parte dei giovani che devono immettersi in un mercato di lavoro.
Abolire certi sussidi o aiuti, che sono per la popolazione più povera, ma che stanno svuotando le casse della Seguridad Social, lasciando perplessità sul pagamento futuro delle pensioni..
Bina Bianchini
