Nella nostra società moderna occidentale, il destino di ogni cadavere è quello di essere sepolto in luogo autorizzato, cremato o dato alla comunità scientifica per uso didattico.

Il codice penale spagnolo, nel suo articolo 526, prende in considerazione la violazione di tombe e sepolture, la profanazione di un cadavere o delle sue ceneri, la distruzione o il danneggiamento di un cadavere, considerandoli un reato punibile, inclusi eventuali danni ai luoghi dove le salme sono depositate, con sanzioni che vanno da multe fino alla detenzione.

L’attuale Gobierno di Spagna ha annunciato che prima dell’arrivo dello scorso mese di agosto, avrebbe proceduto al dissotterramento dell’ex primo ministro di stato Francisco Franco Bahamonde, morto il 20 novembre del 1975, la cui salma si trova a Valle de los Caídos, a San Lorenzo de El Escorial a Madrid, un complesso monumentale costituito da una basilica cattolica.

Trascorso il mese di agosto e venendo meno l’annunciato recupero delle spoglie, il Consiglio dei Ministri del 24 di agosto ha approvato un decreto legge per cercare di venire a capo al recupero dei resti di Valle de los Caídos prima della fine di questo anno.

In questo articolo non si presente realizzare alcun confronto ideologico, né tantomeno valutare se il Gobierno abbia tentato di innalzare una cortina di fumo affinché si parli di altri argomenti, o se, per esempio, in Russia qualcuno pretenda di rimuovere i resti di Lenin dal mausoleo di Mosca o quelli di Mao in Cina, di Ho Chi Minh in Vietnam o di Dimitrov in Bulgaria, ma solo di analizzare le implicazioni legali di quanto annunciato dallo stesso Gobierno circa la rimozione della salma.

La questione del presente decreto legge, che viene utilizzato per aggirare un possibile reato di profanazione di tombe, potrebbe essere visto come una frode alla legge che invece interviene in caso di recupero salme straordinario o urgente, cosa che non attiene al caso di cui sopra, visto che la salma è stata sepolta 43 anni fa.


Un decreto legge non può tantomeno violare né modificare un trattato internazionale e in questo caso si osserva che esiste un accordo tra Stato Spagnolo e Santa Sede con caratteristiche di trattato internazionale, per il quale i luoghi di culto debbano essere garantiti nella loro inviolabilità; nel caso di cui sopra la tomba in questione è situata davanti all’altare di una basilica cattolica e la Chiesa ha già annunciato che, senza il consenso della famiglia, non autorizzerà alcuna operazione di dissotterramento, mentre la famiglia ha già informato, attraverso il proprio notaio, che non intende acconsentire al recupero della salma.

Pertanto, al fine di riesumare i resti, il Gobierno dovrebbe innanzitutto violare un luogo di culto religioso, considerando che un decreto legge non può legalizzare un reato di profanazione tomba.

Il problema quindi non è solo un annuncio fine a se stesso o perché si parli di altro, bensì apre a diversi quesiti legali la cui natura risulta complessa.

Nei prossimi mesi si assisterà allo sviluppo della questione e si vedrà se, alla fine, la tanto annunciata rimozione della salma sarà effettuata oppure no, e in questo caso se i tribunali si pronunceranno al riguardo.

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