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    Breve analisi del mercato del lavoro spagnolo

    ball-93118_640Breve analisi del mercato del lavoro spagnolo

    di Ilaria Vitali

    Il mercato del lavoro spagnolo secondo il rendiconto pubblicato dal SEPE (Servicio Público de Empleo Statal) riflette un tasso di crescita annuo del 2,43%.

    La principale fonte di aumento occupazionale è data dall’incremento dei contratti a tempo determinato, che rappresentano il 37,5% del totale dei contratti di lavoro sottoscritti.

    In particolare nel mese di luglio sono stati firmati 1,7 milioni di nuovi contratti dei quali il 95% a tempo determinato, fenomeno che si spiega con l’incremento dell’offerta stagionale del mercato del lavoro nazionale, proveniente principalmente dal settore dei servizi.

    Quello dei servizi legati soprattutto al turismo rappresenterebbe quindi il vero motore trainante dell’occupazione non solo riferito al mese di luglio ma anche all’ultimo trimestre, durante il quale 6 su 10 nuovi lavoratori assunti sono stati dipendenti con contratto a termine.

    Un discorso a parte è quello dei contratti di un giorno (il cosiddetto lavoro a chiamata) che rappresenta l’1,1% nel mercato del lavoro spagnolo ma che, stando alle statistiche, risulta raddoppiato rispetto al 2008.


    La fotografia attuale del mercato occupazionale è il risultato di una riforma del lavoro fortemente voluta dopo la crisi che si è verificata tra il 2008 e il 2013.

    La Spagna, insieme a Grecia e Portogallo, è stato uno dei paesi più colpiti dalla disoccupazione che ha riguardato principalmente fasce di soggetti tra i 25 e i 39 anni e con professionalità meno qualificate.

    Con la riforma varata nel 2013 i contratti aziendali sono stati privilegiati rispetto a quelli collettivi e questo ha significato maggiore flessibilità per le aziende di modificare in modo unilaterale i contratti, da cui l’incremento di quelli a tempo determinato.

    Le aziende inoltre hanno potuto licenziare senza giusta causa i propri occupati in presenza di una diminuzione dei ricavi per successivi 3 trimestri; contestualmente è stata inserita la legge di non poter far durare più di due anni i contratti a tempo determinato e di agevolare i contratti part time e quelli di apprendistato.

    Il mercato del lavoro spagnolo si configura quindi come un universo molto variegato e strutturato ma con un tasso di disoccupazione che, benché diminuito dopo la grande crisi, rimane ancora uno tra i più alti rispetto alla media europea attuale.

    Fattori vincenti per chi è in cerca di occupazione sono principalmente le competenze professionali, unitamente a quelle linguistiche in caso di stranieri (lo spagnolo è fondamentale) ma soprattutto una grande flessibilità a lavorare con contratti stagionali.

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