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    Expat in Spagna: cosa è bene sapere

    Schermata 2016-06-28 alle 12.08.23Expat in Spagna: cosa è bene sapere

    di Ilaria Vitali

    La Spagna è uno dei paesi più attrattivi non solo per i turisti ma anche per coloro che desiderano ricominciare da capo in un altro paese o godere dei frutti di un’intera vita di lavoro.

    Soprattutto per gli italiani la Spagna riunisce opportunità di business, globalizzazione economica e uno stile di vita caratterizzato dalla bellezza del paese e dai ritmi più dolci.

    Queste sono le motivazioni primarie ma non si escludono la vicinanza alle proprie radici e le esperienze di chi ha già compiuto questo importante passo con successo.

    Ma è tutto oro ciò che luccica?

    L’illusoria convinzione di trovare presto un’occupazione si scontra con gli effetti di una dura crisi economica che anche in Spagna ha prodotto un tasso di disoccupazione preoccupante.


    Gli stessi professionisti devono fronteggiare una concorrenza molto alta visto il crescente numero di persone qualificate che lasciano il proprio paese alla ricerca di maggior fortuna.

    Di diverso, rispetto forse a paesi come l’Italia, vi è uno stile di pensiero e un modo di affrontare il futuro che agli aspiranti expat appare rassicurante, soprattutto in zone dove la spensieratezza portata dal flusso turistico fa presupporre che “qualcosa da fare lo si debba trovare per forza”.

    Quindi, che abbiate intenzione di aprire un’attività o di cercare un lavoro, valutate bene il contesto socio-economico nel quale vorreste inserirvi per evitare cocenti delusioni, spese sconsiderate di denaro e un deludente ritorno in patria.

    Nella scelta di un trasferimento in Spagna, così come in altri paesi, è fondamentale l’individuazione di una precisa zona geografica.

    La Spagna non è tutta spiagge e locali turistici bensì è un paese di grande diversità locale e regionale che influisce notevolmente sulle distinte aree.

    Vivere a Madrid non sarà mai come vivere a Siviglia o come trasferirsi in una delle bellissime isole dell’arcipelago delle Canarie o delle Baleari.

    Informarsi e trascorrere un po’ di tempo nella zona battezzata come possibile futura casa è imprescindibile per verificarne la compatibilità con le proprie esigenze.

    Dopo di che si arriva alla fatidica e noiosa questione burocratica, della quale bisogna conoscere alla perfezione modalità, tempi e obblighi.

    Ad esempio in Spagna, dove per l’italiano non è necessario il visto, è fondamentale il NIE (il Numero de Identificación de Extranjeros) rilasciato dall’Ufficio Emigrazione.

    Il NIE è una sorta di codice fiscale che serve per rimanere nel paese, ottenere un lavoro, aprire un’attività, un conto in banca, affittare un appartamento, acquistare una macchina…

    Il NIE bianco ha una durata di 90 giorni (anche se da ultime notizie sembra abbiano eliminato questa scadenza), si richiede alla stazione di Polizia della zona; il NIE verde ha una validità di 5 anni e viene concesso dietro presentazione di documentazione che attesti la capacità di auto sostentarsi economicamente e una copertura sanitaria che derivi a da un lavoro in loco oppure da una assicurazione privata (contratto di lavoro in Spagna, conto corrente spagnolo in positivo a partire da € 5150 – cifra che può variare – o rendita proveniente dal paese d’origine come la pensione). Infine, ma di primaria importanza, la lingua.  La conoscenza della lingua del posto consente di trovare lavoro più facilmente e di districarsi nella vita quotidiana senza incappare in fregature, nelle quali i misunderstanding sono la scusa più utilizzata. E non dimentichiamoci anche di sapere “fare una professione” specifica, la classica frase – faccio un po’ di tutto – non funziona più come negli anni passati, la professionalità conta anche qui in Spagna!

    Detto questo, suerte!

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