Si registra un inadempimento generalizzato da parte dei comuni delle Canarie sia nell’obbligo di pianificare i propri appalti nel corso dell’anno sia nel pubblicarli attraverso la piattaforma degli appalti.
È quanto conclude l’ultimo rapporto della Corte dei conti delle Canarie (ACC), che analizza l’obbligo legale di programmazione degli appalti nel 2023 nel settore pubblico locale – comuni e loro enti dipendenti – e che evidenzia una scarsa capacità di rispettare la legge.
“L’inadempienza dei Comuni e dei loro enti dipendenti all’obbligo legale di programmare gli appalti e di pubblicizzarli sulla piattaforma degli appalti e sul sito web nella sezione dedicata alla trasparenza è generalizzata”, conclude il documento.
Sottolinea che solo l’1% degli enti obbligati a programmare la propria attività contrattuale lo ha fatto, adempiendo anche all’obbligo di pubbliccare i documenti sul proprio sito web.
“Questa debolezza è sistemica e riguarda sia l’amministrazione locale che gli enti da essa dipendenti”, sottolinea il rapporto.
Tra i pochi che programmano effettivamente l’attività contrattuale, l’ACC rileva che non lo fanno prima dell’inizio dell’esercizio in cui l’appalto deve avere effetto, né “incorporano tutte le informazioni che la programmazione degli appalti deve contenere”.
Gli unici organi locali che pianificano i propri appalti nelle Canarie sono il Consiglio direttivo dell’Organismo autonomo per le feste e le attività ricreative del Comune di Santa Cruz de Tenerife (anche per prendere le sponsorizzazioni), il Sindacato del Comune di Tuineje, la Società municipale per l’edilizia abitativa e i servizi di San Cristóbal de La Laguna e Guaguas Municipales S.A.
Inoltre, il rapporto sottolinea che nessuno dei quattro enti appaltanti che hanno effettivamente programmato lo ha fatto nei tempi e nei modi previsti, poiché “il 50% di essi ha reso pubblica la propria programmazione durante il primo trimestre del 2023 e il restante 50% lo ha fatto nel secondo trimestre di quell’anno”.
Questa era l’analisi della situazione nel 2023, ma nell’anteprima dello studio relativo al 2024 e al 2025 l’ACC ha constatato “un leggero miglioramento per quanto riguarda il numero e i tempi di programmazione”.
Per quanto riguarda il contenuto che questi documenti devono avere, i comuni e gli enti che si sono conformati non si sono “avvicinati” al “numero di contenuti che devono figurare in una programmazione adeguata”, poiché il 100% si colloca al di sotto dei sei dati, lontano dai nove requisiti richiesti dalla legge, secondo quanto riportato nel rapporto.
Inoltre, la Corte dei conti deplora l’impossibilità di trarre conclusioni su come vengono effettivamente eseguite le programmazioni contrattuali, poiché “gli enti non hanno redatto i corrispondenti rapporti di esecuzione”.
In generale, ad eccezione del Comune di Tuineje, si riscontra che l’importo programmato supera di gran lunga quello effettivamente eseguito.
Infine, l’organo di controllo raccomanda che i dipartimenti delle finanze dei comuni istituiscano un sistema specifico di vigilanza sul rispetto dell’obbligo di programmare gli appalti nei propri enti dipendenti entro un anno.
Ugo Marchiotto
