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    Il gioco della torre per viaggiare nel tempo

    Il gioco della torre per viaggiare nel tempoMentre un mondo che non ci piace più tanto arrivava a passo lento da lontano, cosa stavamo facendo noi?

    Eravamo seduti sui banchi di scuola col fiocco inamidato e la riga fatta da mamma col pettine stretto.

    Ammiravamo gli eroi sbagliati, quelli promossi dal potere che fa le guerre, pianta bandiere ma, soprattutto, scrive i libri di storia per le scuole.

    Siamo i figli diligenti di una Repubblica fondata sulla certezza della nostra credulità, siamo cresciuti giocando a pallone in piazze e bastioni in cui troneggiano le statue degli eroi sbagliati .

    Facendo il gioco della torre, quello in cui di due opzioni, bisogna sceglierne una da buttare giù, proviamo a fare alcune sostituzioni di eroe per vedere che paese ne esce fuori.

    Vediamo, per esempio, cosa succede se tiriamo giù Garibaldi e teniamo invece Enrico Mattei, volato giù con un aereo e, pertanto, particolarmente adatto al gioco.

    Su Garibaldi, anche i Lucignoli due parole le sanno mettere in croce.

    Come i cinque stelle di Di Maio, è partito dalla piazza con la forza inarrestabile della rabbia di un popolo esausto e poi, incrociando il Re a cavallo, ha “obbedito” in cambio di un’isola da sogno in cui invecchiare senza disturbare quelli più grossi di lui.


    Su Mattei sono meno ottimista, pochissimi sanno chi è stato, eppure, è lui il Garibaldi che doveva finire sui libri di storia.

    E’ stato assassinato, come John Kennedy, per voler dar vita a un paese con dignità nazionale, forza e potere di scambio nel teatro delle libere nazioni.

    Sciaguratamente, gli alleati della prima ora della seconda guerra mondiale, avevano bisogno di un mercato di esportazione inerte, incapace di discutere il prezzo delle loro esportazioni.

    Gli Stati Uniti, allora come ora, avevano bisogno di un cliente eterno e docile per le esportazioni di gas.

    Enrico Mattei fu nominato Commissario per liquidare l’AGIP, l’azienda di Stato che riforniva di gas a buon prezzo un paese che ne aveva disperato bisogno per rimettersi in piedi.

    Mattei non liquidò l’AGIP, la potenziò.

    Trovò il gas in Italia, creò le reti di distribuzione del metano, diede impulso alle imprese locali e lavoro alla gente.

    Richiamò al sud la gente del sud, invertendo il flusso della migrazione nella rete di produzione di un combustible a buon mercato.

    Chiuse un accordo in Iran, Iraq, Algeria e Libia differente e eticamente opposto al modello di sfruttamento coloniale.

    Un accordo legale e paritario.

    Un accordo che garantiva benessere e stabilità interna al paese venditore e prezzi giusti e possibilità di sviluppo al paese compratore.

    Chiuse un accordo con la Russia in piena guerra fredda con evidente scalpore nel mondo occidentale.

    Ebbe il gas russo gratis in cambio della costruzione di un gasdotto e, per costruirlo, ancora una volta creò grandi industrie e diede lavoro in Italia, sfidando due “Draghi” in una sola volta.

    Pestò i piedi agli interessi economici degli Stati Uniti, inventori del modello delle 7 sorelle, negò la inevitabilità del modello assistenziale della DC che trasformava i bacini elettorali in lavori rigorosamente inutili per lo sviluppo del paese, dissanguando le casse dello Stato.

    Dimostrò la realizzabilità di un paese efficiente e non inefficiente e di un mercato con la m minuscola, eticamente sostenibile a livello internazionale.

    In parole povere, Mattei, era pronto a archiviare il modello paternalista coloniale, creare un’Italia forte e dignitosa sul piano internazionale, proiettare il medio oriente in un futuro in cui gli sceicchi non hanno le Rolls laccate oro e i barconi non riversano disperazione sulle coste del Mediterraneo.

    Mise in discussione la logica del mero profitto tanto cara agli eredi della Compagnia delle Indie e al paese di Rintintin.

    Ma quindi, perché Mattei non ha potuto dimostrare che l’etica può sostituire il profitto come guida delle azioni degli uomini di potere?

    Perché gli hanno buttato giù l’aereo, dopo molti inutili avvertimenti perfettamente espliciti- di Kissinger, il Richelieu di Nixon.

    Prima di quel volo all’ingiù, ottenne che nessun privato potesse trarre profitto dalla vendita e la distribuzione di un bene essenziale come l’energia, per il benessere del suo paese.

    Non c’è mai stato nessun miracolo italiano.

    Il boom, fu l’esito normale di azioni giuste.

    Al passaggio da De Gasperi a Ciampi, inizia lo smantellamento dello “Stato imprenditore”, lo stato che produce, distribuisce e controlla, senza trarre profitto.

    Inizia la discesa nel buio delle liberalizzazioni, l’artiglio delle banche d’affari punge lo spazio della politica e spingono un nome per il Ministero del tesoro… Mario Draghi.

    Mille miliardi di patrimonio dell’ENI e delle aziende derivate furono ceduti alla Goldman Sachs, per una lira, sotto la sua guida diligente e attenta.

    Si, UNA LIRA.

    Draghi fu nominato Presidente della Goldman Sachs, il giusto premio per aver messo in ginocchio un paese, destinato altrimenti a crescere forte e sano.

    Abitiamo oggi un presente, che è il futuro di quei giorni di gelido calcolo e sogni in frantumi.

    Giacché nel 2022 è caduto il cinquantenario della morte per volo all’ingiù di Enrico Mattei, e nessuno gli ha dedicato una parola, meno che meno una statua, immaginiamo di tirar giù Garibaldi da un po’ di piazze e mettere su la sua statua con poche righe, perché i nostri figli capiscano chi era e cosa stava facendo quando lo hanno interrotto a metà.

    Scriviamoci sotto, bello grande e chiaro: “gli uomini giusti possono rendere il mondo un posto gioioso e vivibile, gli uomini giusti esistono”.

    Non comprate il cinismo e l’assenza di speranza che i venditori di morte cercano di spacciare come il solo futuro possibile.

    Non lo fate, perché è vero tutto ciò che noi desideriamo che lo sia.

    Tirate giù Garibaldi dai cavalli di bronzo.

    Cambiate eroi.

    Claudia Maria Sini

     

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