pag16 hierroGorona del Viento sarà pienamente operativa nel giugno o luglio prossimo. Il Cabildo isolano ha riferito che, dopo aver completato con successo la prima fase di sperimentazione dei componenti meccanici, sono iniziati i lavori per testare l’ingresso dell’energia nella rete dell’isola. Il progetto si basa su due condizioni naturali di El Hierro: una conca naturale di origine vulcanica che viene utilizzata come serbatoio, e i venti che investono l’isola. La centrale idro-eolica riuscirà a fornire energia pulita sufficiente per il consumo elettrico di tutta l’isola. Quando ci sarà vento in eccedenza, il sistema di pompaggio, che sfrutta l’energia elettrica prodotta dalle turbine a vento, pomperà l’acqua dal serbatoio inferiore verso quello in alto, per poi poter sfruttare il salto idraulico, che è ora in fase di test, quando il vento è scarso. La costruzione dell’impianto è stata completata nel mese di agosto 2013, ma l’installazione era ferma, in attesa di ricevere le relative autorizzazioni amministrative, per avviare la generazione di energia elettrica in fase di test, e queste sono state ritardate molto più a lungo del previsto. La struttura è per il 60% di proprietà del Cabildo di El Hierro (così gli isolani sarebbero proprietari di oltre metà della centrale), per il il 30% di Endesa, controllata della società pubblica italiana Enel, e il restante 10% dell’Istituto tecnologico delle Canarie, una società pubblica. Un problema era stabilire la remunerazione che dovranno percepire i megawatts generati da questo strumento all’avanguardia, e il sistema tariffario è stato finalmente approvato il 23 settembre 2013 con decreto del Ministero dell’Industria, Energia e Turismo. Si tratta di un sistema di remunerazione analogo a quelli di altri impianti di produzione di energia in regime ordinario nei sistemi elettrici insulari. A tal fine, la Centrale di Gorona del Viento viene considerata una singola installazione di tecnologia idro-eolica, e l’energia prodotta, ai fini della remunerazione, deve essere misurata nel punto in cui viene scaricata nella rete dell’isola. Il “motore” di Gorona del Viento è composto da quattro gruppi elettrogeni in grado di generare 2,83 MW ciascuno. Il Cabildo ha stabilito che ogni gruppo venga sottoposto a una rigida serie di test, secondo i principali standard nazionali e internazionali. 

Il parco eolico utilizzato per pompare l’acqua ha una potenza di 11,5 MW, mentre la centrale, che avrà un salto netto di 682 metri, totalizza 6 MW. Il fornitore delle cinque turbine eoliche di 2,3 MW ciascuna, è il produttore tedesco Enercon. In quanto ai depositi, quello più in basso tiene 225.000 metri cubi, mentre il superiore, che sfrutta la caldera vulcanica naturale esistente, può contenerne 500.000. Il sistema è supportato da un nucleo di motori diesel già esistenti, che entrano in funzione in caso di emergenza, dove non ci fosse né acqua né vento sufficiente a soddisfare la domanda di energia. Gorona del Viento è considerata un esempio importante di innovazione tecnologica, perfetto per rispondere alle necessità energetiche di territori isolati e particolarmente fragili, come le isole.

(Franco Leonardi)