More

    Un ripassino di analisi logica e matematica

    Cari amici, per chiarire il significato di alcuni eventi che hanno inciso, incidono e ancora incideranno ampiamente sulle nostre vite oggi tralascerò (ma solo apparentemente..!) gli eventi politici ed economici mondiali, per proporvi l’analisi logica di qualche equivoco verbale corrente e un ripassino di matematica.

    Per la matematica non vi spaventate: sono cose semplicissime, che sicuramente avete studiato in scuola media ma che poi, distratti dalle vicende della vita, potreste aver dimenticato.

    Maneggiare i numeri mi piace ma non sono un matematico (del resto per questi semplicissimi calcoli non occorre esserlo) e per vivere mi occupo di tutt’altre cose, ma un paio di anni fa ho rispolverato queste nozioni perché, essendo curioso di carattere, e per esperienza di vita non fidandomi mai a scatola chiusa di qualsiasi informazione ufficiale – e il motivo della diffidenza è evidente: l’altissima probabilità che, per un conflitto d’interesse, da lassù si voglia propagandare una versione “addomesticata” dei fatti – ho voluto verificare la fondatezza di alcune affermazioni continuamente riportate dai media.

    Vi farò un esempio per chiarire quello che voglio dire: supponiamo che in un Paese “X” del mondo arrivi improvvisamente una certa forma influenzale.

    Come possiamo misurare la diffusione e l’incidenza di quest’evento, cioè in sintesi la sua gravità?

    Non solo in questo caso, ma in generale, è evidente che l’unico criterio affidabile per valutare l’incidenza di un qualsiasi fenomeno è stabilirne la percentuale rispetto alla popolazione di riferimento: infatti 20.000 ipotetici influenzati ad esempio a Lucca, che ha 90.000 abitanti, e 20.000 ipotetici influenzati a Roma, che di abitanti ne ha 2.900.000, in numeri assoluti sono in entrambi i casi 20.000 influenzati; ma mentre i 20.000 influenzati di Lucca rappresenterebbero oltre il 22% della popolazione, e quindi una percentuale già consistente e relativamente preoccupante, a Roma i 20.000 influenzati sarebbero appena lo 0,68% dei romani, dunque una percentuale trascurabile e fisiologica.


    E come si calcola questa percentuale? È facilissimo, basta la calcolatrice del proprio cellulare; ma – stranamente… o forse non tanto! – quando i media (giornali, stazioni radio, televisioni) parlano di un’influenza, nessuno fa questa semplicissima operazione di trasparenza… ma d’altronde se si punta a impressionare, sparare un numero assoluto è sicuramente più allarmante!

    Quello che i media succitati appunto fanno continuamente è sparare numeri assoluti: “esplodono le influenze… ieri 1.000, 5.000, 10.000 influenzati in più” (del voluto equivoco di questo “in più” parlerò tra poco)… ma, come spiegavo poco fa, i numeri assoluti in sé non significano NULLA se non li si rapportano percentualmente alla popolazione a cui si riferiscono.

    Però, nonostante la semplicità di questa constatazione, nemmeno ho mai sentito parlare di percentuali nelle discussioni nei blog in internet o nei gruppi di Facebook a cui ho partecipato: sembra che tutti abbocchino alla trappola del numero assoluto invece di calcolarsi le percentuali sulla popolazione, che immediatamente smentirebbero l’allarmismo radiotelevisivo… e accettino senza riflettere affermazioni assurde come “negli ultimi tre giorni le influenze sono esplose del 200 per cento”.

    Dico che è un’affermazione assurda per due motivi: primo, perché per capire cosa significa un “aumento del 200 per cento”, bisogna capire qual è il numero di partenza di questo 200%. Per spiegarmi ricorrerò ancora una volta ad un esempio: supponiamo che nel nostro ipotetico Paese “X” il 1° febbraio esistano già 1.000 influenzati, che il 2 febbraio gli influenzati siano diventati 1.001 (quindi uno in più) e che il 3 febbraio siano aumentati a 1.003, quindi altri 2 rispetto all’uno in più del 2 febbraio.

    Qualsiasi radio o tv o giornale potrebbe allora sostenere (tecnicamente senza mentire!) che dal 2 al 3 febbraio il tasso di diffusione dell’influenza è aumentato del 200 per cento (2 persone, cioè il doppio di 1), ignorando volutamente la semplice constatazione che percentualmente questi 3 influenzati totali in più (uno del 2 febbraio e due del 3 febbraio) sono appena lo 0,30% dei 1.000 originari, o ancora peggio una percentuale insignificante della popolazione, e che quindi “l’esplosione delle influenze” propagandata dai media in realtà è un incremento assolutamente trascurabile. Visto come è facile manipolare i dati e far passare lucciole per lanterne?

    Il secondo motivo della totale illogicità di affermazioni come “negli ultimi tre giorni le influenze sono esplose del 200 per cento” è che non si manipolano solo i dati, ma anche il significato delle parole. Ho parlato finora di “influenze” e “influenzati” in generale, ma è logico fare una distinzione: avere dentro di sé il bacillo, se si sta perfettamente bene, non significa essere malati, perché appunto si sta bene e si è completamente in grado di proseguire le proprie attività private e lavorative; e se gli “influenzati” asintomatici potranno trasmettere il bacillo ad altre persone, che però anche loro saranno in grandissima maggioranza asintomatiche, ed essendo in buona salute potranno continuare a vivere e a produrre per la collettività invece di essere segregate in casa con grave danno alla propria salute fisica e mentale ed al bene sociale… dov’è il problema?

    Evidentemente il nuovo bacillo potrà sconvolgere l’equilibrio già precario negli organismi di una piccolissima minoranza di persone già deboli per patologie pregresse, che allora bisognerà curare possibilmente a casa, e ove proprio indispensabile in ospedale potenziando le strutture sanitarie invece di sprecare miliardi e miliardi in presunti “vaccini”, che com’è ormai dimostrato non proteggono né chi se li inietta né i loro contatti… e inoltre queste strutture sanitarie resterebbero utilizzabili anche in altre emergenze future… eppure, per qualche motivo meglio noto ai decisori, ciecamente si è scelto il male peggiore di stroncare forse irreparabilmente l’economia e la sopravvivenza di milioni di famiglie, di chiudere le scuole condannando all’ignoranza milioni di studenti e distruggendo così il futuro del Paese, e di segregare in casa milioni di persone sane con grave danno per la loro salute psichica e fisica e la società; ossia si è voluto fare confusione tra asintomatici (la stragrandissima maggioranza) e malati (una minima minoranza), mescolando incomprensibilmente e illogicamente pere e mele… a meno che la confusione fosse voluta per ottenere un numero assoluto più “impressionante” da sbattere in prima pagina, addirittura assurdamente citando, per aumentare il disorientamento, il numero totale di “influenzati” dall’inizio della problematica (ben 2 anni fa) fino a oggi, la stragrande maggioranza dei quali guariti da tempo e che magari, essendosi successivamente re-influenzati di una o più altre versioni del bacillo, sono finiti nel calderone del conteggio totale più di una volta.

    Infine, mi pare evidente l’assurdità logica di infliggere alla società danni tanto gravi inseguendo il miraggio irrealizzabile di un fantomatico “contagio zero”: basta riflettere 30 secondi per capire che in qualsiasi confinamento (mi sono antipatici gli anglicismi inutili, tra cui l’abusatissimo lockdown), fosse anche il più rigido, ci dovranno sempre e inevitabilmente essere migliaia di persone in giro per far funzionare la macchina sociale; e basta che UNA di queste persone sia “influenzata”, anche senza rendersene conto perché asintomatica, ed ecco fatta la frittata.

    Per questo i confinamenti possono solo rallentare temporaneamente – ma non eliminare! – la diffusione dell’influenza… e poiché non possono durare per sempre, appena li si allenta inevitabilmente le “influenze” tornano a moltiplicarsi… ma qui torniamo all’osservazione di poco fa: se gli “influenzati” sono in stragrandissima maggioranza asintomatici che possono proseguire normalmente la loro attività, è sensato per questo lacerare gravissimamente il tessuto sociale, distruggere la sopravvivenza di milioni di famiglie e creare una generazione di ignoranti e disadattati…? E la toppa non è allora peggiore dello strappo?

    E ora passiamo al calcolo delle equazioncine a una incognita, che sicuramente tutti avete studiato a scuola e che è bene rispolverare per superare la barriera dei “terrificanti” numeri assoluti sparati da radio e tv, e per rendersi conto che le PERCENTUALI sulla popolazione di riferimento – che come dicevo all’inizio sono l’UNICO criterio valido che permette di comprendere la diffusione di un qualsiasi fenomeno – nel nostro caso sono insignificanti e non giustificano i disastri combinati dai decisori.

    In queste equazioni abbiamo sempre 4 elementi: 3 noti e 1 ignoto, che è quello che dobbiamo trovare basandoci sui 3 dati noti; per farmi capire farò l’esempio pratico dell’isola in cui alcuni di noi hanno il piacere di vivere, ricavando i dati da siti ufficiali reperibili in internet. Coraggio, aprite la calcolatrice del cellulare – non serve altro – e cominciamo con l’esempio pratico, per cui serve sapere: 1) la popolazione di Tenerife, che è di circa 960.000 persone (dato facilmente reperibile in internet, come quella di qualsiasi altra località per eseguire altri calcoli) e 2) il numero delle terapie intensive nell’isola in un dato giorno, che alla data in cui scrivo a metà gennaio sono 32. Ho ricavato il dato da questo sito ufficiale:

    https://grafcan1.maps.arcgis.com/apps/dashboards/156eddd4d6fa4ff1987468d1fd70efb6

    in cui potrete seguire giorno per giorno l’evoluzione di terapie intensive, ricoverati, asintomatici segregati in casa eccetera.

    Se per caso nel frattempo l’indirizzo del sito web fosse cambiato e non riusciste a trovarlo da soli, chiedetemelo in un post nel gruppo “Italiani a Tenerife” e vi fornirò quello aggiornato.

    Dunque conosciamo già 2 dei 4 dati necessari: la popolazione del luogo che ci interessa e il numero assoluto di una data categoria di persone, di cui vogliamo calcolare la percentuale rispetto alla popolazione di riferimento.

    Ma conosciamo già anche il terzo fattore dell’equazione, che nei casi in cui dobbiamo calcolare una percentuale è sempre il numero 100; e infine designeremo con la lettera “x” l’incognita che dobbiamo trovare, cioè in questo caso la percentuale di 32 persone in terapia intensiva sulla popolazione di Tenerife di 960.000 abitanti. Dunque impostiamo l’equazione:

    32 terapie intensive stanno a 960.000 abitanti come “x” (la percentuale incognita da trovare) sta a 100. In breve l’equazione si scrive così: 32 : 960.000 = x : 100. Come vedete ci sono due coppie di numeri: i 2 esterni (32 e 100) e i 2 interni (uno dei quali è l’incognita “x”). Il metodo di risoluzione è sempre lo stesso: moltiplicare tra loro la coppia dei 2 numeri noti e dividere il risultato per il numero che fa coppia con la “x”. Nel nostro caso il valore della percentuale incognita “x” sarà dunque: 32 moltiplicato 100 diviso 960.000.

    E scriveremo brevemente così la formula risolutiva (in algebra l’asterisco indica la moltiplicazione e la barra la divisione): x = (32*100)/960.000, cioè 3.200 diviso 960.000 = 0,003%. Ebbene sì! nel giorno di circa metà gennaio in cui scrivo, a Tenerife le terapie intensive sono appena lo 0,003% della sua popolazione! Potete eseguire da soli lo stesso calcolo per trovare la percentuale degli asintomatici, o dei ricoverati non gravi o di qualsiasi altra categoria delle singole isole, o di tutte le Canarie complessivamente, o dell’intera Spagna o dell’Italia o di altri Paesi. Nello stesso giorno, con lo stesso metodo e utilizzando i dati estratti dallo stesso sito ufficiale, ho calcolato che i ricoverati non gravi a Tenerife sono lo 0,03% della popolazione e gli asintomatici in buona salute agli “arresti domiciliari” il 3,70%.

    Vi suggerisco di rifare per conto vostro i calcoli nel giorno in cui state leggendo questo articolo e di riflettere se le percentuali ottenute giustifichino i provvedimenti adottati. Cercate i siti dove pubblicano i dati ufficiali e divertitevi a fare questi calcoli per un’operazione di trasparenza, per capire che cosa realmente sta succedendo dietro il baccano assordante e martellante di radio e tv e per sapervi regolare di conseguenza per il vostro stesso bene.

    Vi assicuro che resterete sorpresi dai risultati: perché dovreste fidarvi sulla parola di quello che dicono i media, che per qualche motivo possono avere interesse a far passare una loro versione addomesticata confidando nella superficialità degli ascoltatori? Non è più utile giudicare con il proprio cervello? Per cominciare io posso fornirvi altri due siti, uno della protezione civile italiana:

    https://mappe.protezionecivile.gov.it/it/mappe-emergenze/mappe-coronavirus/situazione-desktop

    da cui risulta tra l’altro che in Italia dall’inizio dell’influenza due anni fa si è contagiato in tutto appena circa il 10% della popolazione, la stragrandissima maggioranza dei quali asintomatici e guariti,

    e l’altro che riporta i dati aggiornati di tutti Paesi del mondo, comprese le rispettive popolazioni:

    https://www.worldometers.info/coronavirus/?fbclid=IwAR1UmZOuZwEi2FuuNp5rrMIU9QvlCvEfaFA5ht8LMNKkCeIV6bpPecvu0Z0#countries

    ma naturalmente ce ne sono anche altri, basta avere la voglia di cercare E DI COMPRENDERE. Buoni calcoli!

    Francesco D’Alessandro

     

    Articoli correlati