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    L’AZITROMICINA: IL NUOVO NEMICO PUBBLICO DELLA STAMPA DI REGIME

    Ho letto con divertita malinconia gli attacchi usciti in questi giorni a un farmaco che, insieme a molti altri, prescrivo con successo fin dall’inizio della vicenda covid.

    Facciamo chiarezza.

    Ancora una volta siamo di fronte a informazioni deviate lievemente ma quanto basta per male informare e creare confusione e panico.

    Un gruppo di ricercatori egiziani ha verificato che alcuni antibiotici fra i quali l’azitromicina, lavorano inibendo la replicazione del sars-virus.

    Stesso discorso vale per un altro antibiotico, la novobiocina, che si sta utilizzando contro il virus che causa un tipo particolare di encefalite virale infantile.

    L’azione trasversale di alcuni antibiotici nei confronti di alcuni virus è al centro dell’attenzione dei ricercatori che fanno medicina pensando alla medicina e niente altro.


    Non è nemmeno una novità in fondo, esiste da sempre un criterio che si chiama “riposizionamento del farmaco”.

    (NdR: “La nota storia del Viagra e della sua scoperta… L’obiettivo iniziale del farmaco non era il trattamento della disfunzione erettile, perché il Sildenafil doveva curare disturbi cardiovascolari. Finché un’infermiera non notò un certo imbarazzante problemino nei pazienti…“)

    Si tratta in sintesi del fatto che farmaci nati per curare una patologia si rivelano poi ottimi per curarne un’altra.

    L’azitromicina si rivela efficace in casi specifici, dosi specifiche, che sta a un buon medico saper mettere insieme nel modo corretto.

    Inoltre, non dimentichiamo che ciò che dobbiamo maggiormente temere dell’azione virale, sono gli effetti secondari.

    Nel caso del covid 19, le infezioni batteriche delle vie respiratorie tendono a subentrare alla patologia virale, si manifestano con febbri superiori ai 38 gradi e spesso sono la vera causa del cedimento dell’organismo, indebolito dal virus e poi sconfitto dai batteri.

    E’ falso e disonesto dichiarare che l’azitromicina “viene utilizzata per scopi impropri e differenti da quelli per cui è stata messa in commercio”

    L’azitromicina è l’antibiotico d’elezione per le infezioni batteriche delle vie respiratorie e quando l’effetto secondario del covid è un’affezione di tipo batterico è indispensable, non inadeguato, prescriverla.

    Se si vuole invece  contribuire alla produzione di dati statistici che possa giustificare misure d’emergenza che offendono la dignità e la libertà del cittadino persona, allora si può continuare ad abbandonare le persone con tachipirina e vigile attesa.

    Trascurare i sintomi iniziali e far arrivare i pazienti in ospedale troppo tardi, questo sì che è pericoloso e inadeguato.

    Se si vuole che le persone guariscano INDIPENDENTEMENTE dalle scelte che hanno fatto o che faranno in merito alla vaccinazione, allora si agisce con tutti gli strumenti possibili che sono tanti e diversi, devono essere adattati al quadro specifico del paziente e alle diverse forme in cui un virus particolarmente trasformista si presenta.

    Dott. Alessandro Longobardi

     

     

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