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    Variante ómicron: cerchiamo di capire cosa vuol dire

    Sto vedendo moltissimi pazienti affetti da variante ómicron e vi racconto in concreto, cosa è e come dobbiamo affrontarla.

    Presenta sintomi completamente diversi dalle forme precedenti che, sia ben chiaro, non sono scomparse.

    La variante ómicron si caratterizza per la elevata trasmissibilità, da sudorazione soprattutto notturna, tipica delle febbri malariche, spossatezza e  tachicardia.

    Più rara la tonsillite e i problemi respiratori e l’assenza dell’olfatto e del gusto si è ridotta al 23% dei casi.

    L’aggressività è superiore alle precedenti perché il virus ogni volta che lo si combatte con il siero iniettato con i vaccini, si organizza per trovare nuove vie di sopravvivenza e si “specializza” per trovare un modo di entrare nelle nostre cellule senza le quali non può sopravvivere.

    Per ciò che concerne l’incubazione, la forma delta aveva un’incubazione di 4/6 giorni, la maggiore invasività della forma ómicron è confermata da una incubazione di soli tre giorni.


    Ha effetti collaterali meno pericolosi delle precedenti ma sarebbe molto sciocco sottovalutarla.

    Se da un lato è più complesso che possa scatenare manifestazioni emboliche e neuropatie significative, si registra in questo caso una maggiore frequenza di miocarditi specie fra i 16 e i 30 anni.

    Ancora una volta non serve la polizia per capire cosa è necessario fare:

    Evitare spontaneamente i contatti ravvicinati non necessari senza cadere in paranoia.

    Usare il buon senso.

    Lavare e disinfettare costantemente le mani, usare mascherine perfettamente pulite e sterili dato che il virus adora la carta e sopravvive 48 ore.

    Vedo troppo spesso mascherine logore uscire dalle tasche o dal fondo delle borse.

    Fra vivere con la museruola e fare sciocchezze facili da evitare, ci sono vie di mezzo.

    Soprattutto non stare a vedere se i sintomi peggiorano sperando che “non sia quello”.

    La tempestività dell’intervento è più importante in questa che nelle altre forme perché, come ho detto, è più veloce.

    Non è un marchio vergognoso, prenderselo e superarlo significa creare anticorpi e vivere più sereni in attesa che possiamo lasciarcelo alle spalle davvero.

    Inoltre, è un problema di coscienza civile, fare il possibile per non aiutare la diffusione, considerando che in mezzo a molta -però molta- esagerazione, questo resta un virus che in presenza di organismi deboli, con patologie pregresse, terapie tardive o sbagliate, deve essere considerato un nemico di tutto rispetto.

    Dott. Alessandro Longobardi

     

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