Il 13 ottobre è arrivato il via libera dal Consiglio europeo per un “approccio coordinato alla limitazione della libertà di circolazione in risposta alla pandemia di COVID-19”.

Si tratta della classificazione per colori (verde, arancione, rosso, grigio) che riguarderà le regioni di tutti gli stati membri.

La mappa sarà aggiornata ogni settimana dall’ECDC.

Questi i criteri di classificazione: verde se il tasso dei casi registrati negli ultimi 14 giorni è inferiore a 25 e il tasso di positività dei test è inferiore al 4%; arancione se il tasso dei casi registrati negli ultimi 14 giorni è inferiore a 50, ma il tasso di positività dei test è pari o superiore al 4%, oppure se il tasso dei casi registrati negli ultimi 14 giorni è compreso tra 25 e 150 e il tasso di positività dei test è inferiore al 4%; rosso se il tasso dei casi registrati negli ultimi 14 giorni è pari o superiore a 50 e il tasso di positività dei test è pari o superiore al 4%, oppure se il tasso dei casi registrati negli ultimi 14 giorni è superiore a 150; grigio se non sono disponibili informazioni sufficienti o se il tasso di test effettuati è inferiore a 300.

Gli stati membri non dovrebbero limitare la libera circolazione delle persone che viaggiano da o verso zone verdi. Nel valutare l’opportunità di applicare le restrizioni, dovrebbero rispettare le differenze nella situazione epidemiologica tra le zone arancioni e rosse e agire in modo proporzionato, oltre a tenere conto della situazione epidemiologica nel proprio territorio.

In linea di massima gli stati membri non dovrebbero rifiutare l’ingresso dei viaggiatori provenienti da altri stati membri, ma quelli che reputano necessario introdurre restrizioni potrebbero imporre ai viaggiatori provenienti da zone non verdi di sottoporsi a quarantena o a un test dopo l’arrivo, con la possibilità di sostituire quest’ultimo con uno effettuato prima dell’arrivo.


Potranno, inoltre, imporre alle persone che entrano nel loro territorio di presentare un modulo per la localizzazione dei passeggeri.

Dovrebbe, quindi, essere elaborato un modulo europeo comune per la localizzazione dei passeggeri che possa essere utilizzato dagli Stati membri.

(NoveColonneATG)