Siamo arrivati a ottobre, e purtroppo la diffusione del coronavirus condiziona ancora pesantemente viaggi e spostamenti.

Spesso i nostri connazionali ci chiedono se per arrivare alle Canarie sono richieste  particolari procedure, ecco quindi un piccolo riassunto della documentazione necessaria.

Dallo scorso 21 giugno le frontiere spagnole sono aperte per chi arriva dallo spazio Schengen e dunque anche dall’Italia, senza obbligo di quarantena e senza dover motivare il viaggio

Chiunque arrivi alle Canarie dall’estero, per via aerea o marittima, viene sottoposto a una serie di controlli prima della sua entrata in Spagna.

In aeroporto, subito dopo lo sbarco, viene effettuato un controllo della temperatura corporea, un controllo dei documenti e un controllo sullo stato generale del passeggero.

Per quanto concerne il controllo dei documenti, i passeggeri in arrivo dall’estero dovranno compilare, prima del viaggio, un “formulario di salute pubblica”, attraverso il sito internet Spain Travel Health o la app Spain Travel Health-SPTH, ottenendo un codice QR da presentare (su dispositivo mobile o stampato) al proprio arrivo.


Quali dati vengono chiesti in questo formulario? Fondamentalmente vi chiedono di sottoscrivere che negli ultimi 14 giorni non avete avuto il Covid né siete entrati in contatto con persone ammalate di Covid.

Inoltre dovrete dichiarare dove starete nei successivi 14 giorni, e lasciare un vostro numero di cellulare. Questi dati serviranno per un eventuale tracciamento, nel malaugurato caso le autorità sanitarie scoprissero che sul vostro volo c’era un passeggero positivo al Covid.

Se invece dovete tornare in Italia, vi ricordiamo che fino al 7 ottobre ( non si sa ancora se verrà prorogato o meno) esiste l’obbligo di tampone (per tutti coloro che entrano da determinati Paesi, e la Spagna è uno di questi).

Molti aeroporti italiani si sono attrezzati in modo da eseguirli sul posto, e comunicare poi i dati entro 48/72 ore.

A seconda della regione di residenza, potrebbero chiedervi di rimanere in isolamento volontario fino a che non ricevete l’esito.

Il tampone è gratuito, e va prenotato online – prima del viaggio – presso l’ATS di competenza, ma attenzione, il servizio è disponibile solo fino alle 18.30 circa, quindi se atterrate più tardi dovrete rivolgervi a un laboratorio.

In alternativa è possibile presentare all’atto dell’imbarco o all’arrivo l’attestazione di essersi sottoposti, nelle 72 ore antecedenti all’ingresso in Italia, ad un test per ricerca del Coronavirus con esito negativo.

Resta comunque indispensabile segnalare l’ingresso alla ATS competente, comunicando l’informazione del tampone negativo già effettuato prima del rientro.

A Tenerife diverse cliniche si sono attrezzate per fare i test, quindi se avete l’esigenza di dover tornare subito al lavoro potete effettuare qui il tampone, in modo da non dover stare in isolamento al rientro.

Non ci resta che sperare che questo brutto periodo passi presto, e di poter tornare serenamente a parlare di viaggi, anziché di virus!

Nelly Baiamonte