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    A difesa delle piscine degli hotel di Tenerife

    Dopo la recente tragedia che ha visto la morte per annegamento di Presley Stockton nella piscina dell’hotel Paradise Park di Los Cristianos, il tabloid The Sun ha condotto, insieme ad altre testate britanniche, una vera e propria campagna denigratoria sulle piscine degli hotel di Tenerife, definite le peggiori in Europa in quanto a sicurezza.

    Bagnini inadempienti, carenza di personale addetto ai controlli e personale poco preparato in generale, report di altri tragici incidenti avvenuti negli hotel delle Canarie (citando però Ibiza, Marbella e Catalogna), sono alcuni dei focus degli articoli apparsi a discredito delle piscine delle strutture alberghiere dell’Arcipelago.

    E così, chiunque legga queste descrizioni dello status degli hotel canari, sicuramente potrebbe pensarci due volte prima di decidere di trascorrervi una vacanza: la diffamazione a mezzo stampa è qualcosa che supera di gran lunga una buona pubblicità in termini di efficacia.

    Ma la verità dove sta?

    Innanzitutto va precisato che, stando alle dichiarazioni del proprietario dell’hotel di Los Cristianos, non corrisponde al vero la presenza di un solo bagnino in servizio al momento della tragedia; il personale di salvamento era infatti composto da due persone qualificate che non solo hanno immediatamente trascinato fuori dall’acqua la piccola vittima, ma si sono prodigate nel tentativo di rianimarla in attesa dell’arrivo del pronto intervento.

    Lo staff dell’hotel avrebbe quindi fatto tutto quanto in suo potere per aiutare la famiglia, fornendo risorse tecniche e umane.

    I bagnini in servizio, è stato poi comunicato, sono altamente qualificati e addestrati, tanto è vero che non sarebbe possibile, secondo la normativa in vigore, assumere personale privo delle qualifiche professionali e della corretta formazione che consenta un’azione sicura e repentina in caso di emergenza.

    Le Isole Canarie purtroppo detengono un triste primato in quanto a incidenti mortali in acqua, ma la maggior parte di questi è avvenuta in mare e riguarda per lo più persone anziane, poco esperte e con difficoltà motorie.


    Insomma le piscine sono raramente coinvolte in tragedie di questo tipo, soprattutto quelle degli hotel che, per mantenere attiva la licenza di struttura ricettiva, devono poter dimostrare di avere personale preparato secondo la vigente normativa.

    Il tentativo del tabloid di generare discredito nei confronti di una categoria molto attenta alle regole, rappresenta la vera notizia scandalo, soprattutto considerando lo scarso tatto impiegato nel trattare la vicenda che ha visto una famiglia perdere il proprio bambino.

    E per inciso, quello di Presley Stockton, è il primo incidente in 30 anni di storia dell’hotel.

    Ugo Marchiotto

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