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Come si sopprime un piccolo nucleo abitativo. La storia di Cabo Blanco

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Cabo Blanco, a 7 km circa da Arona, è, o meglio era, un piccolo nucleo abitativo ricco di vegetazione autoctona e di giacimenti archeologici della cultura guanche dichiarati Bene di Interesse Culturale, come Roque de Chijafe e Roque de Hígara.

Cabo Blanco, la cui popolazione crebbe vertiginosamente durante il boom delle costruzioni e del turismo fino a 5726 persone, divenne ben presto un paese dormitorio, i cui residenti cominciarono a spostarsi quotidianamente per lavoro in altri punti del comune di Arona.

Favorito dal basso costo delle case, il nucleo di Cabo Blanco si dotò in poco tempo di scuole dell’infanzia, primarie e secondarie, un centro sanitario, una chiesa dedicata a San Martín de Porres, un centro civico, diversi parchi pubblici, alcune banche, piccole attività commerciali, bar e ristoranti, un campo da calcio e uno spazio dedicato alla pratica di uno degli sport tradizionali delle isole, la lotta canaria.

Ma Cabo Blanco oggi è già storia, dopo che le misure adottate dall’Ayuntamiento di Arona hanno ottenuto che il Cabildo portasse la soppressione definitiva nella prossima riunione del Consiglio di Gobierno, così come deciso dall’attuale gruppo di governo municipale.

Il progetto, che prevedeva lo sviluppo di una grande area residenziale di oltre 4 milioni di metri quadrati tra Cabo Blanco e Buzanada, era stato incluso nel PIOT, Plan Insular de Ordenación nel 2002, con l’obiettivo di rispondere alla grande crescita demografica, crescita che, secondo questo piano, avrebbe dovuto essere assorbita quasi totalmente dal municipio di Arona.

La chiara opposizione a questo ordinamento e gli sforzi compiuti sia dal sindaco José Julián Mena, che dal dipartimento di urbanistica diretto da Luis García, sarà quindi portata per la sua approvazione davanti al Consiglio di Gobierno insulare, che permetterà la sua rimozione dal PIOT,  portando così la gestione della questione direttamente ai municipi locali.





Cabo Blanco prevedeva una fusione con Buzanada, arrivando così in futuro a realizzare una realtà di oltre 100.000 persone, una possibilità respinta sia da Mena che dal gruppo di Governo, che avviò il processo di eliminazione del nucleo abitativo all’inizio dell’attuale mandato.

Mena ha affermato che il modello di municipio e di città che è stato progettato per Arona è ben lontano dalla realizzazione di quartieri dormitorio e da una crescita demografica eccessiva.

Ugo Marchiotto





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